Mi odino pure, purché mi temano.- Marco Tullio Cicerone
Mi odino pure, purché mi temano.
Non sono l'acqua e il fuoco, come dicono, a esser utili in tante situazioni, è l'amicizia.
Finché respiro, spero.
Esistono in tutto due generi di scherzo: uno volgare, violento, vergognoso e osceno, e un altro elegante, urbano, ingegnoso e fine. Di questo secondo tipo sono intrisi non solo il nostro Plauto e la Commedia greca antica, ma anche i libri dei filosofi socratici.
La vita non è niente senza l'amicizia.
La libertà soppressa e poi riconquistata è più dolce della libertà mai messa in pericolo.
Chi ha conosciuto i propri accessi di odio contro se stesso, come fa a meravigliarsi dell'odio altrui?
La guerra più terribile è quella che deriva dall'egoismo, e dall'odio naturale verso altrui, rivolto non più verso lo straniero, ma verso il concittadino, il compagno.
Quando odiamo un uomo, odiamo nella sua immagine qualche cosa che sta dentro di noi. Ciò che non è in noi non ci mette agitazione.
Non ho mai odiato un uomo a tal punto da restituirgli i gioielli ricevuti in regalo.
Finché si odia si ama ancora.
Sono un carciofino sott'odio.
È proprio della natura umana odiare colui al quale si è recato danno.
Odiare stanca.
L'odio mi ha messo in prigione, l'amore mi farà uscire.