Siamo schiavi della legge, per poter essere liberi.- Marco Tullio Cicerone
Siamo schiavi della legge, per poter essere liberi.
E nemmeno è utile sapere ciò che accadrà: gran miseria angustiarsi per ciò cui non puoi porre rimedio.
Gli uomini non capiscono che l'economia è una grande rendita.
Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra.
La funzione della saggezza è di discriminare tra il bene e il male.
Non con le forze, non con la prestezza e l'agilità del corpo si fanno le grandi cose, ma col senno, con l'autorità, col pensiero.
Le leggi ottime sono le poche e brevi che s'accordano al costume del popolo e al bene comune. Le leggi tiranniche sono molti lacciuoli che ad uno o a pochi sono utili, e non s'accordano col costume pubblico, purché crescano gli pochi autori di esse.
Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'assassinio, ordinino un pubblico assassinio.
Per alcune cose è più facile ottenere una legalizzazione che una propria legittimazione.
Per i cittadini le leggi si applicano, per gli amici si interpretano, per alcuni si eludono.
È pericoloso dire al popolo che le leggi non sono giuste, perché obbedisce proprio per il fatto che le crede giuste. Perciò bisogna dirgli al tempo stesso che deve obbedire loro perché sono leggi, così come deve obbedire ai superiori non perché sono giusti, ma perché sono superiori.
Le cattive leggi sono la peggior sorte di tirannia.
Essere completamente liberi e, allo stesso tempo, completamente dominati dalla legge è l'eterno paradosso della vita umana.
I deboli di mente e l'uomo di genio non dovrebbero essere uguali davanti alla legge.
L'orrore della legge fa la maestà del giudice.
Quanto più semplice la legge, tanto più difficile l'applicazione.