Siamo schiavi della legge, per poter essere liberi.- Marco Tullio Cicerone
Siamo schiavi della legge, per poter essere liberi.
Il corpo, con l'esercizio, si stanca; la mente, invece, si rinvigorisce.
La storia è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita, nunzio dell'antichità.
Nessuno danza sobrio, a meno che non sia completamente matto.
Sommo diritto, somma ingiustizia.
La fronte, gli occhi, il volto molto spesso mentono; le parole spessissimo.
È necessario che il popolo combatta per la sua legge come per le sue mura.
Le leggi ottime sono le poche e brevi che s'accordano al costume del popolo e al bene comune. Le leggi tiranniche sono molti lacciuoli che ad uno o a pochi sono utili, e non s'accordano col costume pubblico, purché crescano gli pochi autori di esse.
A vergogna degli uomini, si sa che le leggi del gioco sono le sole che dappertutto siano giuste, chiare, inviolabili e osservate.
Dove son più di numero le leggi punitive che instruttive, è segno di mal governo; però ottima è quella di Gesù Cristo.
L'uso corregge le leggi.
Ragione per governare ma clemenza per perdonare: la prima è legge, privilegio l'altra.
Prima legge dei robot: mai danneggiare un essere umano.
Il popolo deve combattere per la sua legge come per le mura della città.
È pericoloso dire al popolo che le leggi non sono giuste, perché obbedisce proprio per il fatto che le crede giuste. Perciò bisogna dirgli al tempo stesso che deve obbedire loro perché sono leggi, così come deve obbedire ai superiori non perché sono giusti, ma perché sono superiori.
La legge non ha mai reso gli uomini neppure poco più giusti; ed anzi, a causa del rispetto della legge, perfino gli onesti sono quotidianamente trasformati in agenti d'ingiustizia.