Siamo schiavi della legge, per poter essere liberi.- Marco Tullio Cicerone
Siamo schiavi della legge, per poter essere liberi.
Non tutto il vino, come non tutti i caratteri, pigliano d'aceto nella vecchiaia.
Devi dare all'amico in primo luogo quanto sei in grado di dare, in secondo luogo quanto la persona che ami e vuoi aiutare è in grado di sostenere.
Il volto è lo specchio dell'animo.
Non esiste fortezza tanto forte che il denaro non la possa espugnare.
Nessuno può darti consigli più saggi che te stesso.
Non c'è legge che torni comoda a tutti.
La legge deve esprimere l'aspirazione generale, promuovere l'utile di tutti, rispondere a un battito del cuore della Nazione. La Nazione intera deve esser dunque, direttamente o indirettamente, legislatrice.
Non v'è vita senza legge. Qualunque cosa esiste, esiste in un certo modo, secondo certe condizioni, con una certa legge.
Ogni legge che lascia il meno d'arbitrio ai giudici e ai tribunali è la più perfetta.
L'italiano rispetta la legge soprattutto se coincide con i suoi interessi.
La legge, nella sua solenne equità, proibisce così al ricco come al povero di dormire sotto i ponti, di elemosinare nelle strade e di rubare pane.
Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'assassinio, ordinino un pubblico assassinio.
Perché, o stolti, far birberie fuor della legge? c'è tanto posto di farne dentro!
Preoccupazione del legislatore deve essere il bene della collettività: "l'utilità generale" deve costituire il criterio orientativo in materia di legislazione. Conoscere il bene che giovi agli interessi della comunità, è scienza; ricercare i mezzi per realizzare questo bene, è arte.
Le più grandi leggi sono indefinibili; si intravedono soltanto come orizzonti di quiete, come una promessa lontana di felicità.