Non si nasce per esistere, ma per aver vissuto.- Claudio Magris
Non si nasce per esistere, ma per aver vissuto.
Il confine che corre tra la verità e la menzogna è spesso incerto, anche se il nostro compito è quello di cercare incessantemente di stabilirlo.
Difficile stabilire a priori quando la verità vissuta risiede nella diserzione e quando essa si trova nell'obbedienza; c'è una bolsa retorica dell'ordine e ce n'è una, altrettanto stantia, della trasgressione.
Il gioco è una delle dimensioni più libere e appassionate della esistenza; poche cose si fanno con tanta intensità come i giochi.
Chi ha un animo nobile non si sopravvaluta, sa imparare ed è riconoscente.
La cultura del «parliamone» rischia talvolta di tradursi in una verbosa retorica, in un'involontaria e involontariamente comica parodia della democrazia.
Nascere denota coraggio. Farlo in una famiglia povera rasenta l'eroismo.
Nascere è ricevere un intero universo in dono.
Si domandava perché la nascita di un bimbo è chiamata "lieto evento", ma non riusciva a trovare una risposta che lo convincesse.
Si nasce, e poi l'unica cosa che siamo sicuri ci succederà sarà il morire.
Come l'accensione di una candela dà a questa in una il principio di vita e di morte, così la nascita all'uomo.
Tutto sarebbe tanto più semplice se nascessimo con le istruzioni per l'uso e la data di scadenza.
La nostra nascita non è altro che l'inizio della nostra morte.
Non importa essere nati in un pollaio, quando si e usciti da un uovo di cigno.
La nascita è il fondamento della vecchiaia e della morte.