Un poeta ama gli anemometri e non gli oroscopi.- Claudio Magris
Un poeta ama gli anemometri e non gli oroscopi.
La vita, nel bene e nel male, è imprevedibile e talora afugge ai calcoli e alle proiezioni matematiche.
La correttezza della lingua è la premessa della chiarezza morale e dell'onestà.
Il poeta non deve mai curarsi delle leggi e delle opinioni attuali, bensì risalire a quelle verità generali e trascendentali che rimarranno sempre le stesse.
La Storia è una crosta di sangue.
Chiedere perdono è più difficile che perdonare, gesto che dà il conforto di sentirsi magnanimi e superiori all'altro.
I poeti hanno dentro di sé un riflettore, l'osservazione; e un condensatore, la commozione. Di qui derivano quei grandi fasci luminosi che escono dal loro cervello e fiammeggiano sulla tenebrosa muraglia umana.
Il poeta è colui che con le parole incanta l'animo e fa battere il proprio cuore e quello altrui.
Il poeta vive di esagerazioni e si fa conoscere per mezzo di fraintendimenti.
Certi poeti moderni fanno pensare a ragni ubriacati con LSD.
I poeti cercano l'ispirazione lontano, mentre essa è nel cuore.
Il poeta conduce solennemente i suoi pensieri sul cocchio del ritmo: di solito perché non sanno andare a piedi.
Il poeta è colui che esprime la parola che tutti avevano sulle labbra e che nessuno avrebbe detta.
L'aria è la stessa: il poeta inspira, l'aforista espira.