Il poeta vive di esagerazioni e si fa conoscere per mezzo di fraintendimenti.- Elias Canetti
Il poeta vive di esagerazioni e si fa conoscere per mezzo di fraintendimenti.
Il romanzo, creatura di tempi più calmi, può portare qualcosa dell'antica calma nella nostra attuale precipitazione. Per molte persone potrebbe servire come un rallentatore; potrebbe incitare a perseverare; potrebbe rimpiazzare le vuote meditazioni dei loro culti.
La fama rastrella il doppio di ciò che l'invidia ha potato.
L'elemento pericoloso dei divieti: che ci si fida di essi e non si riflette su quando sarebbero da cambiare.
E qual è il peccato originale degli animali? Perché gli animali subiscono la morte?
Le voci degli uomini sono il pane di Dio.
I poeti hanno dentro di sé un riflettore, l'osservazione; e un condensatore, la commozione. Di qui derivano quei grandi fasci luminosi che escono dal loro cervello e fiammeggiano sulla tenebrosa muraglia umana.
Non è poeta chi non è buono a rifare perpetuamente dentro di sé le illusioni.
Il poeta è colui che con le parole incanta l'animo e fa battere il proprio cuore e quello altrui.
Perché ci siano grandi poeti ci devono essere grandi pubblici.
Per essere poeti, bisogna avere molto tempo.
Il poeta è un imitatore, come il pittore o qualunque altro artista che produca delle immagini. Perciò egli deve necessariamente seguire una delle tre maniere di imitare: deve rappresentare le cose o come furono o sono realmente, o come si dice e si crede che siano, o come dovrebbero essere.
I poeti non si redimono, vanno lasciati volare tra gli alberi come usignoli pronti a morire.
Essere poeta non è una mia ambizione. È la mia maniera di stare solo.
Tutti i poeti sono pazzi.
Il poeta, se è e quando è veramente poeta, cioè tale che significhi solo ciò che il fanciullo detta dentro, riesce perciò ispiratore di buoni e civili costumi, d'amor patrio e familiare e umano.