Essere poeta non è una mia ambizione. È la mia maniera di stare solo.- Fernando Pessoa
Essere poeta non è una mia ambizione. È la mia maniera di stare solo.
Dato che non possiamo ottenere bellezza dalla vita, cerchiamo almeno di ottenere bellezza dal fatto di non potere ottenere bellezza dalla vita. Facciamo del nostro fallimento una vittoria, una cosa positiva ed elevata, con colonne, maestà e acquiescenza spirituale.
Gli dèi sono l'incarnazione di quello che non potremo mai essere.
L'amore è uno scampolo mortale di immortalità.
Di quante complesse incomprensioni è fatta la comprensione che gli altri hanno di noi.
La felicità è fuori dalla felicità. Non c'è felicità se non con consapevolezza. Ma la consapevolezza della felicità è infelice, perché sapersi felice è sapere che si sta attraversando la felicità e che si dovrà subito lasciarla. Sapere è uccidere, nella felicità come in tutto.
I poeti parlano una sola lingua, ma non si comprendono ugualmente fra di loro.
Il poeta prende le cose migliori della sua vita e le mette nel suo lavoro. Così il suo lavoro è bellissimo, e la sua vita brutta.
Il poeta è un fingitore. Finge così completamente che arriva a fingere che è dolore il dolore che davvero sente.
Buoni poeti si diventa, oltreché si nasce.
Tutti i poeti sono pazzi.
Non è poeta chi non è buono a rifare perpetuamente dentro di sé le illusioni.
Certi poeti moderni fanno pensare a ragni ubriacati con LSD.
Il poeta è colui che esprime la parola che tutti avevano sulle labbra e che nessuno avrebbe detta.
Poeta si nasce, oratore si diventa.
I poeti immaturi imitano; i maturi rubano.