Tutti al mondo sono poeti, perfino i poeti.- Gesualdo Bufalino
Tutti al mondo sono poeti, perfino i poeti.
Ci vogliono virtù a iosa per fare un vizio.
Controfavola: "Il re è nudo!", gridò il bambino. Non era vero, ma nessuno della folla ebbe cuore di contraddire un bambino cieco.
Un aforisma benfatto sta tutto in otto parole.
Che ci vuole a scrivere un libro? Leggerlo è la fatica.
Molte morti sono suicidi truccati.
I poeti cercano l'ispirazione lontano, mentre essa è nel cuore.
Il dolore del poeta è di così mirabile natura che anche quando il suono ne è triste, l'eco ne è dolce.
Ci sono tante cose tra cielo e terra che solo i poeti si sono sognate e hanno cantato.
Il poeta è un imitatore, come il pittore o qualunque altro artista che produca delle immagini. Perciò egli deve necessariamente seguire una delle tre maniere di imitare: deve rappresentare le cose o come furono o sono realmente, o come si dice e si crede che siano, o come dovrebbero essere.
I poeti non hanno pudore verso le loro esperienze intime: le sfruttano.
Ogni poeta ha tremato sull'orlo della scienza.
I poeti hanno dentro di sé un riflettore, l'osservazione; e un condensatore, la commozione. Di qui derivano quei grandi fasci luminosi che escono dal loro cervello e fiammeggiano sulla tenebrosa muraglia umana.
Buoni poeti si diventa, oltreché si nasce.
Il poeta è colui che con le parole incanta l'animo e fa battere il proprio cuore e quello altrui.
Il poeta vale quello che vale la sua migliore poesia.