Certi poeti moderni fanno pensare a ragni ubriacati con LSD.- Gesualdo Bufalino
Certi poeti moderni fanno pensare a ragni ubriacati con LSD.
Dio è migliore di quel che sembra, la Creazione non gli rende giustizia.
In alternativa al suicidio, che esige qualche virtù manuale e morale di difficile uso, ammutinarsi contro la vita.
Dio è morto creandoci, noi siamo un'opera postuma.
Il sonno è amore di morte, l'insonnia paura di morte.
E se Dio avesse inventato la morte per farsi perdonare la vita?
La prova di un poeta è che il suo paese lo assorba con lo stesso affetto con cui lui lo ha assorbito.
Chi sente bisogno di farsi dire dagli altri se egli è poeta, o non è, potrebbe risparmiarsi la fatica del chiedere: certissimamente non è.
Non è poeta chi non è buono a rifare perpetuamente dentro di sé le illusioni.
Il vero poeta non deve avere parenti.
Poeta è colui che sa dire ciò che molti sentono, ma non sanno dire.
Poeta è qualcosa che si può soltanto essere, ma non diventare.
Il dolore del poeta è di così mirabile natura che anche quando il suono ne è triste, l'eco ne è dolce.
Il poeta è sempre lontano dall'impossibile.
Il poeta è un imitatore, come il pittore o qualunque altro artista che produca delle immagini. Perciò egli deve necessariamente seguire una delle tre maniere di imitare: deve rappresentare le cose o come furono o sono realmente, o come si dice e si crede che siano, o come dovrebbero essere.
Un tempo il calzolaio aveva un rapporto personale con i suoi stivali; oggi il poeta non ne ha nessuno con le sue esperienze.