In un mondo d'arrivisti buona regola è non partire.- Gesualdo Bufalino
In un mondo d'arrivisti buona regola è non partire.
I fatti sono cocciuti, la morte il più cocciuto dei fatti.
La parola è una chiave, ma il silenzio è un grimaldello.
Pregare, altro vizio solitario.
Conviene a chi nasce molta oculatezza nella scelta del luogo, dell'anno, dei genitori.
Tale è la forza dell'abitudine che ci si abitua perfino a vivere.
Il mondo potrebbe offrirci molto di più se avessimo gli occhi per vedere anche le più piccole cose, il cuore per amarle e le mani per raccoglierle.
Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell'uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.
L'unico modo di dare determinatezza al mondo è quello di dargli la consapevolezza.
Il mondo è una mazza, come quelle che si usano per suonare i 'gong'. La mazza è sempre la stessa, ma il suono che ne esce è diverso perché sono diversi i piatti che rimbombano. E noi siamo i piatti.
Anche se sapessi che la fine del mondo è per domani, io andrei ancora oggi a piantare un albero di mele.
Entro i confini del mondo non vi può essere esilio di sorta: nulla infatti che si trovi in questo mondo è estraneo all'uomo.
Il mondo si gioca su tre parole simili: caso, causa, caos.
Al mondo non c'è nulla di stabile, il tumulto è la vostra sola musica.
Chi pretende musica invece di miagolio, gioia invece di divertimento, anima invece di denaro, lavoro invece di attività, passione invece di trastullo, per lui questo bel mondo non è una patria.
Non c'è dubbio che ci sia un mondo invisibile. Il problema è, quanto dista dal centro storico e qual è l'orario di chiusura?