Dio, gigantesco eufemismo.- Gesualdo Bufalino
Dio, gigantesco eufemismo.
Occorrerebbe per la penna, come si usa per ogni micidiale strumento, il porto d'armi.
In ogni bestia folgorata da un fucile in un sottobosco si ritorna a punire l'innocenza di Gesù Cristo.
Io: un paesaggio che m'è venuto a noia.
Non c'è scrittore che non somigli al serpente dell'Eden. Solo che spesso la mela è marcia.
Una donna deve essere molto bella per permettersi la verginità.
Dio è il male.
Se per un istante Dio si dimenticasse che sono una marionetta di stoffa e mi facesse dono di un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto ciò che penso, ma penserei a tutto ciò che dico.
Confidare in Dio diffidare di noi.
Dio, non servono più le stelle: spegnile una a una. Smantella il sole e imballa la luna. Svuota l'oceano, sradica le piante. Ormai più nulla è importante.
Un Dio che ci lascia provare la sua esistenza vuole essere considerato come un idolo.
Il Dio cristiano propone e non impone, lasciando sempre un margine di penombra che permetta la negazione e che salvi, per l'uomo, la libertà; e, per Lui, il diritto di perdonare.
Quando cerchi Dio, Dio è lo sguardo dei tuoi occhi.
Se Dio ha creato il mondo, non possiamo dire che si sia preoccupato molto di facilitarne la comprensione.
Fin dall'inizio gli uomini hanno usato il nome di Dio per giustificare l'ingiustificabile.
La nostra concezione di Dio deriva dall'antico dispotismo orientale, ed è una concezione indegna di uomini liberi.