Il sentimentalismo è la negazione del sentimento.- Claudio Magris
Il sentimentalismo è la negazione del sentimento.
La storia universale è un'alternanza di divastazioni e di lifting che ne spianano le cicatrici, protesi che compensano le mutilazioni, deodoranti spruzzati sul tanfo del sangue.
Dio maledica le parole, che mettono in moto cose più grandi di loro, e cose brutte.
Se fossimo santi, sentiremmo anche col cuore e coi sensi che la sorte di ogni uomo ci riguarda e che la campana suona sempre pure per noi.
Fare il proprio dovere, non esagerare, opporre la pazienza all'angoscia della storia e della vita.
Ognuno è un ex di qualcosa, anche se non sa di esserlo.
Il sentimentalismo è solo un sentimento che ti strofina contropelo.
Si corregge il sentimentalismo non diventando cinici ma diventando seri.
È il destino inevitabile del sentimentale. Tutte le sue opinioni mutano e si trasformano in quelle opposte al primo tocco della realtà.
Ogni epoca ha il proprio sentimentalismo, il suo modo di esagerare certi strati della sensibilità. Il sentimentalismo d'oggi è egoista e disamorato; amplifica non i sentimenti d'amore ma il sentimento del proprio io.
Il sentimentalismo non è semplice sensualismo, ma falso spiritualismo: per quanto belle siano le note che trae dalla nostra natura, provengono filate con arte, dal bruto interiore che è in noi.
Le donne sembrano sentimentali, gli uomini invece lo sono.
Il sentimentale è colui che vorrebbe godere senza addossarsi l'immensa responsabilità della cosa fatta.
Il sentimentalismo è sentimento comprato sotto costo.
Il sentimentalismo è il festival del cinismo.