L'ignoranza può essere sublime, ma è sempre perdente e conduce verso la catastrofe.- Dacia Maraini
L'ignoranza può essere sublime, ma è sempre perdente e conduce verso la catastrofe.
Anche oziare, ma con consapevolezza, può essere un'arte.
Nella sciattezza linguistica in cui viviamo c'è bisogno della poesia, che ha la funzione di avvicinarsi all'assoluto. In questo mercato generale delle parole, la parola poetica diventa un assoluto.
E in una carezza, in un abbraccio, in una stretta di mano a volte c'è più sensualità che nel vero e proprio atto d'amore.
L'amore è una cinciallegra che vola e non riesci a fermarla, nemmeno a metterle il sale sulla coda.
Patetica eppure grandiosa è la capacità dell'essere umano di credere nel futuro nonostante l'amarezza e la piccolezza del suo destino.
La religione è il più solido puntello del capitalismo e dello Stato, i due tiranni del popolo. Ed è anche il più temibile alleato dell'ignoranza e del male.
Quanto più uno è ignorante tanto più è audace e pronto a scrivere.
Gli uomini, non avendo nessun rimedio contro la morte, la miseria e l'ignoranza, hanno stabilito, per essere felici, di non pensarci mai.
L'ignoranza non sarebbe l'ignoranza, se non si riputasse da più che la scienza.
Io ho trovato la causa della mia ignoranza e l'ho superata.
Gli insulti degli ignoranti bisogna ascoltarli senza scomporsi, e se uno aspira alla virtù deve disprezzare il disprezzo stesso.
Di solito la nostra vita è universalmente abbreviata dalla nostra ignoranza.
Non c'è niente di più terribile di un'ignoranza in azione.
È la profonda ignoranza a suggerire il tono dogmatico.
Chi nega la ragion delle cose, pubblica la sua ignoranza.