Un poeta è uno a cui non interessano le storie, si concentra sulle visioni e lavora sul linguaggio.- Dacia Maraini
Un poeta è uno a cui non interessano le storie, si concentra sulle visioni e lavora sul linguaggio.
È sempre per un soprassalto dell'immaginazione che si diventa gelosi.
Nella sciattezza linguistica in cui viviamo c'è bisogno della poesia, che ha la funzione di avvicinarsi all'assoluto. In questo mercato generale delle parole, la parola poetica diventa un assoluto.
Ieri come oggi, avere coraggio significa per una donna pensare e scegliere con la propria testa, anche attraverso un silenzio nutrito di idee.
Lo sguardo alle volte può farsi carne, unire due persone più di un abbraccio.
Le fotografie ci ricordano che il tempo è multiforme e che noi siamo parte di una catastrofe metamorfica.
Ogni poeta ha tremato sull'orlo della scienza.
Il poeta prende le cose migliori della sua vita e le mette nel suo lavoro. Così il suo lavoro è bellissimo, e la sua vita brutta.
Nessuno fu mai un gran poeta che non fosse nello stesso tempo un profondo filosofo.
Il poeta è colui che esprime la parola che tutti avevano sulle labbra e che nessuno avrebbe detta.
Ci sono tante cose tra cielo e terra che solo i poeti si sono sognate e hanno cantato.
Il poeta non deve mai curarsi delle leggi e delle opinioni attuali, bensì risalire a quelle verità generali e trascendentali che rimarranno sempre le stesse.
I poeti parlano una sola lingua, ma non si comprendono ugualmente fra di loro.
Il poeta è simile al principe delle nubi che sfida la tempesta e ride dell'arciere; esiliato sulla terra in mezzo agli schiamazzi, le sue ali di gigante gli impediscono di camminare.
Il Poeta deve avere l'orecchio di un arabo selvaggio che ascolta il silenzio del deserto, l'occhio di un indiano mentre segue le orme del nemico sulle foglie nei sentieri della foresta, e il tatto di un cieco che tocca il viso di un bambino amato.