Un poeta è uno a cui non interessano le storie, si concentra sulle visioni e lavora sul linguaggio.- Dacia Maraini
Un poeta è uno a cui non interessano le storie, si concentra sulle visioni e lavora sul linguaggio.
C'è un "perché" nascosto in tutte le cose che conduce ad un altro "perché", il quale suggerisce un piccolissimo imprevisto "perché", da cui scaturisce probabilmente un altro, nuovissimo e appena nato "perché".
A volte ci si sfama anche con gli occhi.
Non c'è niente di eroico nel vile infierire su chi è più debole.
Le fotografie ci ricordano che il tempo è multiforme e che noi siamo parte di una catastrofe metamorfica.
Per me l'amore è anche questo: stare vicini senza dirsi niente. Ci sono dei momenti in cui le parole fanno cilecca, sembrano senza vita in un rapporto d'amore.
Il poeta è simile al principe delle nubi che sfida la tempesta e ride dell'arciere; esiliato sulla terra in mezzo agli schiamazzi, le sue ali di gigante gli impediscono di camminare.
Tutti i poeti sono pazzi.
Molti si sono occupati a combattere la frase e il luogo comune o a farne risaltare il ridicolo. Credo che compito del poeta sia quello di far nuove le parole o di sfuggire le insidie del luogo comune.
Per essere poeti, bisogna avere molto tempo.
Perché ci siano grandi poeti ci devono essere grandi pubblici.
I poeti non hanno pudore verso le loro esperienze intime: le sfruttano.
Poeta è non solo colui che sa comunicare profonde emozioni, ma anche chi è in grado di riceverle.
Le opere dei grandi poeti non sono ancor mai state lette dall'umanità, perché solo grandi poeti le sanno leggere.
I poeti immaturi imitano; i maturi rubano.
Il poeta è un fingitore. Finge così completamente che arriva a fingere che è dolore il dolore che davvero sente.