Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice ne la miseria.- Dante Alighieri
Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice ne la miseria.
Conviensi adunque essere prudente, cioè savio: e a ciò essere si richiede buona memoria delle vedute cose, e buona conoscenza delle presenti, e buona provvedenza delle future.
Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!
È chiaro quindi che la pace universale è la migliore tra le cose che concorrono alla nostra felicità.
Tre donne in giro, dalla destra rota, venian danzando.
Non c'è nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice nella miseria.
L'amore, il lavoro, la famiglia, la religione, l'arte, il patriottismo sono delle parole prive di senso per chi muore di fame.
Quei cattolici osservanti non si chiedevano se il lusso delle chiese non insultasse la miseria de poveri.
Mangiare, o bere l'oro e le pietre preziose si è piuttosto pompa da ricco che di chi brami alimento.
La vera libertà individuale non può esistere senza sicurezza economica ed indipendenza. La gente affamata e senza lavoro è la pasta di cui sono fatte le dittature.
Un modo di farsi un'idea delle miserie dei nostri compatrioti è andare a vedere i loro piaceri.
Vedo un terzo della nostra nazione male alloggiato, mal vestito e mal nutrito.
Coloro che guardano alla miseria con indifferenza, sono i più miserabili.
La miseria, quando è miseria davvero, la intendono tutti: anche i ragazzi.
La mia famiglia viveva in una tale miseria che quando finalmente siamo diventati poveri abbiamo fatto una festa.
Chi muore nella miseria muore sempre troppo tardi.