L'inattingibile negli animali: come essi ci vedono.- Elias Canetti
L'inattingibile negli animali: come essi ci vedono.
L'uomo, l'animale che si ricorda di quello che uccide.
La vecchiaia, quando è degna di questo nome, dovrebbe portare il meglio.
Che uno riesca a vedere chiaramente che cos'è la vita e tuttavia la ami tanto! Forse ha il sospetto di quanto poco significhi quel suo veder chiaro.
Il numero esiguo di pensieri fondamentali fa il filosofo, e l'ostinazione e la molestia con cui egli li ripete.
Chi ha avuto successo non ode che gli applausi. Per il resto è sordo.
Il leone e il vitello giaceranno insieme, ma il vitello dormirà ben poco.
Nella pacatezza dello sguardo degli animali parla ancora la saggezza della natura; perché in essi la volontà e l'intelletto non si sono ancora distaccati abbastanza l'uno dall'altro per potersi, al loro reincontrarsi, stupirsi l'uno dell'altra.
Gli animali son creature di questa terra, sono nostri fratelli e quindi non è che si devon considerare oggetti a nostra disposizione. Sono esseri viventi che hanno capacità di amare e di soffrire e quindi dobbiamo trattarli proprio come fratelli, come fratelli minori.
L'etimologia in disaccordo con la logica. Chiamiamo animali gli esseri viventi ai quali neghiamo la proprietà di un'anima.
Il lupo non si preoccupa mai di quante siano le pecore.
Grandezza e progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali.
Si uccidano pure gli animali, ci si cibi delle loro carni, se si vuole, ma gli si evitino, finché sono in vita, inutili sofferenze.
Quattro zampe buono, due zampe cattivo.
Una mosca può pungere un cavallo maestoso e farlo trasalire, ma quella è soltanto un insetto, e questo, pur sempre un cavallo.
Ci si può domandare: cosa sarebbe l'uomo senza gli animali? Ma non il contrario: cosa sarebbero gli animali senza l'uomo?