Nulla l'uomo teme di più che essere toccato dall'ignoto.- Elias Canetti
Nulla l'uomo teme di più che essere toccato dall'ignoto.
Ogni volta che non ha niente da dire, nomina Dio.
È già qualcosa aver vissuto, pensato e disputato con se stessi, quand'anche nessuno ne venisse mai a conoscenza.
Delle donne non vince quella che corre dietro, né quella che scappa, vince invece quella che aspetta.
La cosa più dura per chi non crede in Dio: non avere nessuno cui poter dire grazie. Più ancora che per le proprie miserie si ha bisogno di un Dio per esprimere gratitudine.
La maggior parte delle religioni rendono gli uomini non migliori, bensì più cauti. Quanto vale questo?
Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui.
Gli uomini ridono di ciò che non capiscono o non si aspettano.
Forse solo in paradiso l'umanità vivrà per il presente; finora è sempre vissuta d'avvenire.
L'umanità si è messa a girare le sue macchine e, vedendo che ne sgorgava oro, ha esclamato: È Dio! E quel Dio, essa lo mangia!
Ogni uomo, in quanto alle donne, ne ha una che più delle altre ricorda, e ama, quando le ore di solitudine richiamano il passato.
Il vero bene comune degli uomini è l'uomo stesso.
Non uscire da te stesso, rientra in te: nell'intimo dell'uomo risiede la verità.
Infatti l'uomo ama e onora l'uomo fino a che non è in grado di giudicarlo, e il desiderio è il frutto di una conoscenza incompleta.
L'uomo, come un vaso rotto, chiama Dio, lo obbliga a farsi vicino. È il cuore spezzato che costringe Dio a non ritirarsi nei suoi cieli perfetti e lontani.
Il mio primo dove è di cominciare, finalmente, a vivere come membro del genere umano, che non è più ridicolo di quanto io sia. E il mio primo atto umano è quello di riconoscere di quanto io sia debitore a tutti gli altri.