Quante letture ci si risparmierebbe, se si conoscessero prima gli scrittori. Tutte le letture?- Elias Canetti
Quante letture ci si risparmierebbe, se si conoscessero prima gli scrittori. Tutte le letture?
Chi vuole pensare deve rinunciare a "darsi da fare".
La struttura primordiale del potere, il suo cuore e il suo nucleo, si è spinta all'assurdo e giace in frantumi. Il potere è più grande ma anche più fuggevole che mai. Tutti sopravviveranno o nessuno.
Imparare dalla storia che da essa non c'è niente da imparare.
I libri che recensiva li leggeva soltanto in seguito. Così sapeva già quello che ne pensava.
Solo recitando la propria infelicità si può superarla.
Leggere significa affrontare qualcosa che sta proprio cominciando a esistere.
Leggere è un'attività successiva a quella di scrivere: più rassegnata, più civile, più intellettuale.
L'aspetto veramente importante della lettura è che favorisce una disinvolta intimità con il processo della scrittura; si mette piede nel paese dello scrittore con tutti i documenti più o meno in ordine.
Le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere. E nessuno è autorizzato a chiederci conto di questa intimità.
Un lettore professionista è in primo luogo chi sa quali libri non leggere.
La persecuzione contro i libri è propria di tutti i regimi dispotici, e basterebbe questo per farci amare la lettura.
Il solo modo serio di leggere è rileggere.
Erano aspiranti lettori che non avevano mai aperto un libro.
Leggere equivale a pensare con la testa di qualcun altro invece che con la propria.
Il divoratore di libri si avvolge nella sua rete di astrazioni verbali, e vede solo la pallida ombra delle cose riflessa dalla mente altrui.