Si muore troppo facilmente. Dovrebbe essere molto più difficile morire.- Elias Canetti
Si muore troppo facilmente. Dovrebbe essere molto più difficile morire.
È già qualcosa aver vissuto, pensato e disputato con se stessi, quand'anche nessuno ne venisse mai a conoscenza.
Perfino la finta modestia serve a qualcosa: aiuta gli altri a conservare la loro fiducia in sé.
La maggior parte delle religioni rendono gli uomini non migliori, bensì più cauti. Quanto vale questo?
Ci si rallegra dei desideri che si realizzano per altri, specialmente se noi stessi non siamo intervenuti in alcun modo: come se ci fossero chissà dove una benevolenza e un udito invisibili.
Non credere a nessuno che dice sempre la verità.
Solo la morte rivela quale misera cosa siano i corpi degli uomini.
Ci sono diecimila e più porte attraverso cui l'uomo può uscire di scena.
Quando io crederò imparare a vivere, e io imparerò a morire.
Il santo: un uomo che ha fatto carriera dopo la morte.
Nella morte vi sono molti più incontri che separazioni.
È poco probabile che tutto finisca con la morte perché sarebbe troppo comodo cavarsela così a buon mercato.
Ci sono stelle morte che brillano ancora perché la loro luce è intrappolata nel tempo.
Il terrore della morte è dovuto all'incertezza di ciò che ci attende. La risposta è semplice e tranquillante: esattamente la medesima situazione di prima che fossimo.
Morire non significa nulla, ma vivere sconfitti e senza gloria significa morire ogni giorno.
La nostra morte individuale, solitaria e dimenticata nel frastuono delle cose ci incute sgomento in cuore.