Noi deriviamo la nostra vitalità dal magazzino della pazzia.- Emil Cioran
Noi deriviamo la nostra vitalità dal magazzino della pazzia.
Di tutto ciò che si prova, niente dà tanto l'impressione di essere al cuore stesso del vero quanto gli accessi di disperazione senza ragione: a paragone, tutto sembra frivolo, sofisticato, privo di sostanza e d'interesse.
Poiché la sfera della coscienza si restringe nell'azione, chi agisce non può pretendere all'universale: l'agire è un aggrapparsi alle proprietà dell'essere a detrimento dell'essere, a una forma di realtà a scapito della realtà.
Il male, al contrario del bene, ha il duplice privilegio di essere affascinante e contagioso.
Ciò che non è straziante è superfluo, almeno in musica.
Nella divinità è più importante ritrovare i nostri vizi che le nostre virtù.
Patriottismo, nazionalismo e razzismo stanno fra di loro come la salute, la nevrosi e la pazzia.
I pazzi aprono le vie che poi percorrono i savi.
La pazzia è nei singoli qualcosa di raro, ma nei gruppi, nei partiti, nei popoli e nei tempi è la regola.
Ecco cosa siamo, nient'altro che dei piccoli dinosauri. E la nostra pazzia prima o poi sarà la causa della nostra fine.
Tutti i pazzi sono sempre armati d'una continua vigile diffidenza.
C'è una pazzia dello scrivere che si ha dentro, una pazzia, furiosa ma non è per questo che si è pazzi. Anzi.
Pazzo. Chi ha il vizio di credere che tutti gli altri siano tali.
Trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa? Trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete costruito in voi, attorno a voi, la logica, la logica di tutte le vostre costruzioni.
La pazzia mi visita almeno due volte al giorno.
Ogni tanto è bello fare pazzie.