La differenza fra il teorico della fede e il credente è grande quanto quella fra lo psichiatra e il matto.- Emil Cioran
La differenza fra il teorico della fede e il credente è grande quanto quella fra lo psichiatra e il matto.
Il vero contatto fra gli esseri si stabilisce solo con la presenza muta, con l'apparente non-comunicazione, con lo scambio misterioso e senza parole che assomiglia alla preghiera interiore.
Ogni inizio di idea corrisponde a un'impercettibile lesione della mente.
La vera, unica sfortuna: quella di venire alla luce. Risale all'aggressività, al principio di espansione e di rabbia annidato nelle origini, allo slancio verso il peggio che le squassò.
L'ossessione del suicidio è propria di colui che non può né vivere né morire, e la cui attenzione non si allontana mai da questa duplice impossibilità.
Sapere che si è mortali significa in realtà morire due volte, anzi, tutte le volte che si sa di dover morire.
La fede porta al cielo. Il sapere a mala pena alla luna.
Siete avvitati all'eternità e la vostra incredulità non potrà farci niente.
Potreste cavarmi gli occhi, ma questo non potrebbe uccidermi. Potreste tagliarmi il naso, ma nemmeno questo mi ucciderebbe. Distruggete, invece, la mia fede in Dio, e sarò morto.
La fede è il ponte senza pilastri che porta ciò che vediamo verso la scena invisibile, troppo tenue per l'occhio.
Passare dai fantasmi della fede agli spettri della ragione è solamente un cambiare di cella.
Se noi fossimo gente di fede potremmo consegnare allo Spirito tutte le azioni della giornata, qualunque siano: le trasformerebbe in vita.
Cosa ci salverà? La fede? Io non voglio avere la fede e non ci tengo ad essere salvato.
Per realizzare grandi cose, non dobbiamo solo agire, ma anche sognare; non solo progettare ma anche credere.
La fede non è passività. Apre alla vita. È lucidità, stupore, camminare e partecipare alla comprensione della vita.
Io prima di capire ho bisogno di credere; la ragione consiste soltanto in una fede analizzata.