Signore, abbi pietà del mio sangue, della mia anemia in fiamme!- Emil Cioran
Signore, abbi pietà del mio sangue, della mia anemia in fiamme!
Abbiamo un bisogno profondo che ci sia qualcuno molto al di sopra di noi, che abbia pietà di noi. È questa l'origine della religione, non bisogna cercarla altrove.
Perché si dorme? Non tanto per riposare, quanto per dimenticare.
La vera, unica sfortuna: quella di venire alla luce. Risale all'aggressività, al principio di espansione e di rabbia annidato nelle origini, allo slancio verso il peggio che le squassò.
Senza Dio tutto è notte, e con lui la luce stessa diventa inutile.
L'ossessione del suicidio è propria di colui che non può né vivere né morire, e la cui attenzione non si allontana mai da questa duplice impossibilità.
Ogni volta che le cose non vanno e ho pietà del mio cervello, sono colto da una voglia irresistibile di proclamare. Proprio allora intuisco da quali baratri i meschini sorgano riformatori, profeti e salvatori.
Che Iddio possa avere pietà dei miei nemici. Ne avranno bisogno.
Le uniche persone che conoscono la pietà sono quelle che ne hanno bisogno.
La gelosia è il più grande di tutti i mali e quello che fa meno pietà a chi la causa.
So che dopo la mia morte sulla mia tomba sarà deposta molta immondizia. Ma il vento della storia la disperderà senza pietà.
La compassione è la risposta spontanea dell'amore; la pietà l'involonario riflesso della paura.
Che la pietà non vi sia di vergogna.
No, tu non sei il diavolo. Qui l'unico mostro è l'assassino. Ma io posso capire quello che provi. So che cosa significa essere diverso, e tutto quello che devi sopportare: l'ironia, la pietà, repulsione, fastidio. La gente riesce quasi a farti sentire in colpa per quello che sei.
Pietà quanta se ne vuole, ma non lodate le cattive azioni: date loro il nome di male.
Certo non la pietà, non l'umiltà, non l'ingenuità, non la debolezza possono salvarci, ma forse il disporsi con orrore a povere, sconfitte e disperate cose come queste.