Sapere che si è mortali significa in realtà morire due volte, anzi, tutte le volte che si sa di dover morire.- Emil Cioran
Sapere che si è mortali significa in realtà morire due volte, anzi, tutte le volte che si sa di dover morire.
L'abbondanza delle soluzioni agli aspetti dell'esistenza è pari solo alla loro futilità.
L'unico modo di conservare la propria solitudine è di offendere tutti; prima di tutti coloro che si ama.
Ciò che non è straziante è superfluo, almeno in musica.
Noi deriviamo la nostra vitalità dal magazzino della pazzia.
La "dolcezza del vivere" è scomparsa con l'avvento del rumore. Il mondo sarebbe dovuto finire cinquant'anni fa; o, meglio ancora, cinquanta secoli fa.
Meglio sapere di essere disprezzato, che vedersi disprezzato e adulato a un tempo.
La sola innocenza possibile è quella che ti fa scordare la terribilità della morte perché è anch'essa un atto della tua vita.
Chi vive, quando vive, non si vede: vive. Se uno può vedere la propria vita, è segno che non la sta vivendo più: la subisce, la trascina.
Una storia è come un treno in corsa: in qualunque punto sali a bordo, prima o poi arrivi a destinazione.
Un bel giorno io sono nato. Subito non mi sono accorto di niente, ma dopo un po' me l'hanno fatto notare.
Neppure noi sapevamo d'essere al mondo.
Il vincitore è colui che sa quando smettere in modo da restare in contatto.
In una parola, l'uomo sa di essere miserabile: è dunque miserabile, poiché lo è; ma è ben grande, poiché lo sa.
A renderci desiderabili non è qualcosa che facciamo, ma qualcosa che senza saperlo abbiamo dentro di noi.
Chi voglia varcare senza inconvenienti una porta aperta deve tener presente che gli stipiti sono duri.