Sapere che si è mortali significa in realtà morire due volte, anzi, tutte le volte che si sa di dover morire.- Emil Cioran
Sapere che si è mortali significa in realtà morire due volte, anzi, tutte le volte che si sa di dover morire.
I dolori immaginari sono di gran lunga i più reali, dato che ne abbiamo un bisogno costante e li inventiamo perché non c'è modo di farne a meno.
Ciò che chiamiamo «pessimismo» non è altro che l'«arte di vivere», l'arte di assaporare l'amaro in tutto ciò che è.
Ciò che non è straziante è superfluo, almeno in musica.
Siamo stati felici soltanto nelle epoche in cui, avidi di annientamento, con entusiasmo accettavamo il nostro niente.
Pur non vedendo i nostri sorrisi, sapevamo che erano là, e ci consolavano, come fanno da migliaia di anni tutti i sorrisi nel buio della notte con gli abitanti inquieti della terra.
Quello che diciamo non è quello che ascoltiamo. Quello che diciamo e ascoltiamo lo sappiamo solo noi. Perché adesso sento che lui è qui per me, che non è per caso.
Non vivrò in eterno e più me ne rendo conto, più rimango stupito.
Possediamo soltanto ciò che sappiamo di dover perdere, ciò che desideriamo perdere.
Imparare a pensare di fatto significa imparare a esercitare un certo controllo su come e su cosa pensare. Significa avere quel minimo di consapevolezza che permette di scegliere a cosa prestare attenzione e di scegliere come attribuire un significato all'esperienza.
Noi siamo forti, ciascuno per suo motivo; e tutti insieme noi siamo più forti. Riprendete coraggio, caro sposo di signora Mina. Questa battaglia è appena cominciata, e alla fine noi vinciamo.
Il buon avvocato parla sempre con cognizione di causa, e sa prendere il "Foro per le corna".
Almeno ero beatamente inconsapevole di quanto fossi infelice. Mentre ora... Solo per colpa tua, io mi ritrovo ad essere consapevole dell'assoluta e totale infelicità in cui vivo! Grazie tante del regalo!
Non mi avrebbero mai preso per recitare la parte della ragazza carina.
Tutto il senso del matrimonio sta nel lottare e nell'andare oltre l'istante in cui l'incompatibilità diventa evidente. Perché un uomo e una donna, come tali, sono incompatibili.