L'italiano ha un solo vero nemico: l'arbitro di calcio, perché emette un giudizio.- Ennio Flaiano
L'italiano ha un solo vero nemico: l'arbitro di calcio, perché emette un giudizio.
Roma ha questo di buono, che non giudica, assolve.
Oggi il cretino è pieno di idee.
L'oppio è ormai la religione dei popoli.
Gli italiani sono sempre pronti a correre in soccorso dei vincitori.
Leggere è niente, il difficile è dimenticare ciò che si è letto. E ormai non sono più gli autori ad allontanarci dai loro libri, ma i loro lettori.
Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per la strada lì ricomincia la storia del calcio.
Ci sono alcuni paesi e villaggi del Brasile che non hanno una chiesa, ma non ne esiste neanche uno senza un campo di calcio.
Fede è andare allo stadio quando puoi vedere la partita in televisione.
Ci sono nel calcio dei momenti che sono esclusivamente poetici: si tratta dei momenti del "goal". Ogni goal è sempre un'invenzione, è sempre una sovversione del codice: ogni goal è ineluttabilità, folgorazione, stupore, irreversibilità. Proprio come la parola poetica.
Dallo stadio calcistico il tifoso retrocede ad altro stadio: a quello della sua stessa infanzia.
Il capocannoniere di un campionato è sempre il miglior poeta dell'anno.
Lo studio attento delle tattiche calcistiche moderne può giovare anche all'intellettuale, come giova al politico, al sacerdote, al dirigente, a chiunque insomma debba vivere in mezzo agli uomini e intenda prosperarvi.
Quella del calcio è l'unica forma di amore eterno che esiste al mondo. Chi è tifoso di una squadra lo resterà per tutta la vita. Potrà cambiare moglie, amante e partito politico, ma mai la squadra del cuore.
Non riesco a trovare alcun nesso tra una pedata al pallone, o agli stinchi di qualcuno, e il così detto orgoglio nazionale. Piedi e patria per me non sono omogenei: non si fondono.
Quando un uomo guarda tre partite di calcio di fila, dovrebbe essere dichiarato legalmente morto.