Giornalisti. Chi si salverà da questi cuochi della realtà?- Ennio Flaiano
Giornalisti. Chi si salverà da questi cuochi della realtà?
Parlare d'amore è solo fare dei pettegolezzi intorno a un mistero.
Nell'amore di gruppo c'è almeno il vantaggio che uno può dormire.
La disattenzione è il modo più diffuso di leggere un libro, ma la maggior parte dei libri oggi non sono soltanto letti ma scritti con disattenzione.
Coraggio, il meglio è passato.
Il cinema sta prevaricando sulla realtà e dà false informazioni sulla vita. Questo per il cinema corrente. Quello sperimentale dà false informazioni sui sogni.
I giornali italiani non sono tanto dannosi quanto irrilevanti.
Tutti i giornalisti sono, per via del loro mestiere, degli allarmisti; è il loro modo di rendersi interessanti.
Per un giornalista un essere umano è un oggetto avvolto nella pelle.
Sono la personificazione del rischio. Sono solo una giornalista curiosa.
Sento un profondo disgusto per i giornali, ossia per l'effimero, per il transitorio, per quanto oggi è importante ma domani non lo sarà più.
Voglio fare qualcosa per altre persone usando il giornalismo.
In Italia il giornalista non si sente espressione dell'opinione pubblica ma portavoce della sua fazione. Attacca in nome della confraternita di cui fa parte ma non dirà mai una parola contro la sua confraternita.
Il giornalista deve avere sempre e comunque una religione del dubbio.
Finalmente sono un giornalista anch'io: ora i fatti non mi interessano più.
I giornali arrivavano con tale ritardo che, più che notizie, portavano storia.