Giornalisti. Chi si salverà da questi cuochi della realtà?- Ennio Flaiano
Giornalisti. Chi si salverà da questi cuochi della realtà?
Si battono per l'Idea, non avendone.
L'evo moderno è finito. Comincia il medio-evo degli specialisti. Oggi anche il cretino è specializzato.
Aspettavamo la fine dell'arte è venuta la fine della moda.
La stupidità degli altri mi affascina, ma preferisco la mia.
La televisione mi fa dormire e mi lascia sempre insoddisfatto, come i veri sonniferi.
Il giornalismo porta a tutto. A condizione di uscirne.
Per raccogliere i beni inestimabili prodotti dalla libertà di stampa, bisogna sapersi sottomettere ai mali inevitabili che essa fa nascere.
Come vorrei, certi giorni, che davvero i giornali raccontassero soltanto balle.
I giornalisti sono scrittori, come gl'imbianchini sono pittori.
Il giornalista è colui che distingue il vero dal falso... e pubblica il falso.
Forse per questo tanti giornalisti diventano arroganti e presuntuosi da vecchi: per le umiliazioni che hanno dovuto ingoiare all'inizio del mestiere.
Tutti i giornalisti sono, per via del loro mestiere, degli allarmisti; è il loro modo di rendersi interessanti.
Saranno i giornali a riprendere nella loro cronaca il grigiore di delitti e punizioni. La spartizione è fatta, che il popolo si spogli dell'antico orgoglio dei suoi crimini.
Il sostantivo è la testa, il verbo il piede, l'aggettivo sono le mani. I giornalisti scrivono con le mani.
I giornali non stampano smentite, è ovvio: diminuisce la fiducia del pubblico nella stampa.