Giornalisti. Chi si salverà da questi cuochi della realtà?- Ennio Flaiano
Giornalisti. Chi si salverà da questi cuochi della realtà?
Non credo alla predestinazione. Esiste soltanto la predisposizione. Vi sono persone predisposte a morire di cancro e altre predisposte a morire impiccate, con lo stesso rigore clinico.
Sognatore è un uomo con i piedi fortemente appoggiati sulle nuvole.
Il traffico ha reso impossibile l'adulterio nelle ore di punta.
Fra trent'anni l'Italia sarà non come l'avranno fatta i governi, ma come l'avrà fatta la televisione.
Roma ha questo di buono, che non giudica, assolve.
Le spie non servono al giorni nostri. La loro professione si è esaurita. I giornali fanno il loro lavoro.
Ci sono due specie di giornalisti: quelli che si interessano a ciò che interessa il pubblico; e quelli che interessano il pubblico a ciò che gli interessa, e questi sono i grandi.
Un giornalista non si deve schierare. I giornalisti hanno una funzione simile a quella dei giudici.
La cronaca è letteratura sotto pressione.
Sento un profondo disgusto per i giornali, ossia per l'effimero, per il transitorio, per quanto oggi è importante ma domani non lo sarà più.
I giornali stimolano sempre la curiosità: nessuno ne posa uno senza un sentimento di delusione.
C'è molto da dire a favore del giornalismo moderno. Offrendoci le opinioni degli incolti ci tiene in contatto con l'ignoranza della comunità. Facendo la cronaca meticolosa degli avvenimenti correnti della vita contemporanea, ci dimostra quanto poca importanza abbiano in realtà tali avvenimenti.
Il giornalismo è un mestiere che amo, quindi anche i sacrifici mi sembrano tollerabili.
Quando un giornalista gli chiese cosa pensava della civilizzazione dell'occidente: penso sia una buona idea.
Una grande quantità di cattivi scrittori vive unicamente della stoltezza del pubblico, che non vuol leggere se non ciò che è stato stampato il giorno stesso: sono i giornalisti.