L'oppio è ormai la religione dei popoli.- Ennio Flaiano
L'oppio è ormai la religione dei popoli.
Un colpo di pistola sparato al momento giusto evita ogni penosa discussione. Il problema però resta aperto: a chi sparare? A se stessi o all'interlocutore? Nel dubbio, astenersi. Ma non venite poi a lagnarvi che le discussioni sono inutili.
Come tutte le mattine si alzò, si guardò allo specchio e si vide bruttissima: ci mise un'ora a farsi brutta.
Il traffico ha reso impossibile l'adulterio nelle ore di punta.
Parlare d'amore è solo fare dei pettegolezzi intorno a un mistero.
Mi chiedevo se era quella la rassegnazione, quel vuoto aspettare, contando i giorni come i grani di un rosario, sapendo che non ci appartengono, ma sono giorni che pure dobbiamo vivere perché ci sembrano preferibili al nulla.
Buddha dice: "Non adulare il tuo benefattore!". Si ripeta questa sentenza in una chiesa cristiana: all'istante purificherà l'aria di tutto quanto è cristiano.
L'India ha due milioni di dèi e li venera tutti. In fatto di religione, tutte le altre nazioni sono povere; l'India è l'unica milionaria.
Il più profondo equivoco della religione: "gli uomini malvagi non hanno religione".
Cosa ci aspettiamo da una religione, se non abbiamo compassione per gli animali?
Le religioni sono come le lucciole: per brillare hanno bisogno dell'oscurità.
La religione è nulla. Vivere religiosamente è tutto. Ciò che intendo per vivere religiosamente è ciò che pensavano i profeti, ciò che Gesù pensava: fare ciò che è giusto, dire la verità, amare il prossimo tuo come te stesso. Questo è tutto.
Ogni religione è antagonistica rispetto alla civiltà.
Di tutte le possibili perversioni sessuali, la religione è l'unica che è stata scientificamente sistemata.
La scienza senza la religione è zoppa. La religione senza la scienza è cieca.
Le masse popolari sono incoerenti, piene di riottosi desideri, passionali e imprevigenti delle conseguenze; devono essere riempite di paura per tenerle a bada. Per questo gli antichi ben fecero ad inventare gli dei e l'idea della punizione dopo la morte.