Sono la personificazione del rischio. Sono solo una giornalista curiosa.- Lilli Gruber
Sono la personificazione del rischio. Sono solo una giornalista curiosa.
Grazie a Internet, alla tv satellitare e alla loro tenacia, sono le iraniane insieme ai giovani i veri agenti del cambiamento di una società iraniana schizofrenica, in cui convivono, fra tradizione e modernità, ricchezza e ingiustizia, bellezza e tragedia, veli neri e foulard colorati.
Mai andare contro corrente, si rischia di non arrivare alla meta.
Grande è il giornalismo. Un abile direttore di giornale non è il governatore del mondo, essendo uno di coloro che lo persuadono?
Un vero giornalista: spiega benissimo quello che non sa.
I giornali non stampano smentite, è ovvio: diminuisce la fiducia del pubblico nella stampa.
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori.
L'umanità, una volta appresa l'arte del giornalismo non sopporta più che le si infliggano libri.
Quando un giornalista gli chiese cosa pensava della civilizzazione dell'occidente: penso sia una buona idea.
Una grande quantità di cattivi scrittori vive unicamente della stoltezza del pubblico, che non vuol leggere se non ciò che è stato stampato il giorno stesso: sono i giornalisti.
Un buon giornale è una nazione che parla a se stessa.
Tu dici che Hailè Selassiè era un dittatore... allora io ti chiedo: è vero che gli italiani mangiano solo pizza e sono tutti mafiosi? Perché è questo ciò che scrivono i giornali. Non credere a tutto quello che i giornali scrivono.
Una sola frase basterà a descrivere l'uomo moderno: egli fornicava e leggeva i giornali.