La troppa familiarità con le cose sacre allontana forse da Dio. I sagrestani non entrano in Paradiso.- Ennio Flaiano
La troppa familiarità con le cose sacre allontana forse da Dio. I sagrestani non entrano in Paradiso.
La civiltà del benessere porta con sé proprio l'infelicità.
Che ne sanno i giovani di amore e di fare all'amore. Ne parlano tanto nelle loro canzoni, si baciano, fanno anche l'amore, ma che capiscono?
La castità è il miraggio degli osceni.
La pubblicità fa più danni della pornografia perché unisce l'inutile al dilettevole.
L'amore è una cosa troppo importante per lasciarla fare agli amanti.
È l'interdetto sacro che protegge la natura, non la buona educazione, non la legge civile. Se l'ulivo è sacro a un Dio, l'ulivo non sarà tagliato. Se il maiale è sacro, nessuno lo mangerà.
La storia "sacra" sia chiamata col nome che merita: storia maledetta; le parole "Dio", "salvatore", "redentore", "santo" siano usate come insulti, come marchi d'infamia.
Qui non c'è niente di sacro tranne l'osso dove si prendono i calci.
Sacro è parola indoeuropea che significa separato. La sacralità, quindi, non è una condizione spirituale o morale, ma una qualità che inerisce a ciò che ha relazione e contatto con potenze che l'uomo, non potendo dominare, avverte come superiori a sé.