La troppa familiarità con le cose sacre allontana forse da Dio. I sagrestani non entrano in Paradiso.- Ennio Flaiano
La troppa familiarità con le cose sacre allontana forse da Dio. I sagrestani non entrano in Paradiso.
Che ne sanno i giovani di amore e di fare all'amore. Ne parlano tanto nelle loro canzoni, si baciano, fanno anche l'amore, ma che capiscono?
Il mio gatto fa quello che io vorrei fare, ma con meno letteratura.
In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti.
La razza non è data dal colore della pelle ma dall'insensibilità al rumore.
Gli "altri" sono, bene o male, la prova che noi stiamo vivendo.
Qui non c'è niente di sacro tranne l'osso dove si prendono i calci.
La storia "sacra" sia chiamata col nome che merita: storia maledetta; le parole "Dio", "salvatore", "redentore", "santo" siano usate come insulti, come marchi d'infamia.
Sacro è parola indoeuropea che significa separato. La sacralità, quindi, non è una condizione spirituale o morale, ma una qualità che inerisce a ciò che ha relazione e contatto con potenze che l'uomo, non potendo dominare, avverte come superiori a sé.
È l'interdetto sacro che protegge la natura, non la buona educazione, non la legge civile. Se l'ulivo è sacro a un Dio, l'ulivo non sarà tagliato. Se il maiale è sacro, nessuno lo mangerà.