Ciascuno è maestro di se stesso e solo dentro di se trova la ragione delle cose.- Epicuro
Ciascuno è maestro di se stesso e solo dentro di se trova la ragione delle cose.
L'essere beato e incorruttibile non ha affanni, né ad altri ne arreca; è quindi immune da ira e da benevolenza, perché simili cose sono proprie di un essere debole.
Occorre convincersi che il discorso lungo e il discorso breve arrivano al medesimo fine.
Non dura ininterrottamente il dolore della carne; il suo culmine dura anzi un tempo brevissimo; e ciò che di esso appena oltrepassa il piacere non si protrae molti giorni nella nostra carne. Le lunghe malattie poi arrecano alla carne più piacere che dolore.
Siamo nati una volta, due non è possibile nascere, dovremo eternamente non essere: tu, che non disponi del domani, rinvii l'occasione dell'oggi: e intanto la vita ci sfugge, e ciascuno di noi senza essere mai padrone di un'ora si muore.
Nessuno s'accorga che tu sei vissuto.
Non sempre dipende dal maestro fare buoni allievi. Occorre l'aiuto della natura: il seme deve trovare il terreno adatto.
L'arte suprema di un maestro è la gioia che si risveglia nell'espressione creativa e nella conoscenza.
La maestria è raggiunta quando, nell'esecuzione, non si sbaglia, né si indugia.
Se insegni, insegna anche a dubitare di ciò che insegni.
Buon maestro è già quello che non lega, comprime o snatura l'anima dell'alunno.
Chi è fondamentalmente un maestro prende sul serio ogni cosa soltanto in relazione ai suoi scolari - perfino se stesso.
Tra la nutrice che allatta e il precettore che insegna vi è analogia. Talvolta, quest'ultimo è padre più del genitore stesso, come la nutrice è madre più della madre vera.
Si ripaga male un maestro, se si rimane sempre scolari.
L'insegnamento effettivamente è come un cibo, il cui possessore è colui che lo distribuisce.