Il rivoluzionario che ha successo è uno statista, quello che non ha successo un criminale.- Erich Fromm
Il rivoluzionario che ha successo è uno statista, quello che non ha successo un criminale.
L'uomo moderno pensa di perdere qualcosa del tempo quando non fa le cose in fretta. Però non sa che farsene del tempo che guadagna, tranne ammazzarlo.
Paradossalmente, la capacità di stare soli è la condizione prima per la capacità d'amare.
L'atto di disobbedienza, in quanto atto di libertà, è l'inizio della ragione.
La libertà positiva consiste nell'attività spontanea della personalità totale.
Sembra un paradosso, ma nell'amore due esseri diventano uno, e tuttavia restano due.
Tutti gli uomini riconoscono il diritto alla rivoluzione, quindi il diritto di rifiutare l'obbedienza, e d'opporre resistenza al governo, quando la sua tirannia o la sua inefficienza siano grandi ed intollerabili.
Sarà rivoluzionario colui che potrà rivoluzionare se stesso.
Le rivoluzioni distruggono tutto in un istante e non ricostruiscono se non col lungo avvenire.
Quelli della generazione del sessantotto pensavano che la rivoluzione fosse un caffè istantaneo.
Le rivoluzioni non sono sciocchezze, ma dalle sciocchezze hanno origine.
Non basta sganasciare la dirigenza politico-economico-social-divertentistica italiana. La rivoluzione deve cominciare in interiore homine. Occorre che la gente impari a non muoversi, a non collaborare, a non produrre, a non farsi nascere bisogni nuovi, e anzi a rinunziare a quelli che ha.
In una rivoluzione, se è vera, si vince o si muore.
Nessun vero rivoluzionario muore invano.
Chi provoca o fa una rivoluzione, appena ha ottenuto il suo scopo, diventa un conservatore.