Pensiamo perché non sappiamo.- Ezra Pound
Pensiamo perché non sappiamo.
Ci s'inaridisce per mancanza di curiosità.
L'incompetenza si manifesta con l'uso di troppe parole.
I critici devono sapere di più, e scrivere di meno.
La fede è un crampo, una paralisi, un'atrofia della mente in certe posizioni.
Può darsi che tutte le scienze, o la maggior parte di esse, comincino con la sofferenza o con la pietà. Ma una volta che la scienza ha preso avvio, non c'è più posto per queste emozioni.
Pensa male, non ti sbaglierai.
Non bisogna pensare troppo, a questo mondo. Se no si diventa matti.
Chi vuole pensare deve rinunciare a "darsi da fare".
Comune a tutti è il pensare.
Nessuno può alienare a favore d'altri il proprio diritto naturale, inteso qui come facoltà di pensare liberamente.
L'importante è pensare meno, ricordare e immaginare e aspettare meno. Prendere subito quello che c'è e basta.
Gli uomini si dividono in due categorie: quelli che pensano e quelli che lasciano che siano gli altri a pensare.
Un uomo che pensi correttamente, molto probabilmente pensa ai propri affari. Quando non è così, egli smette di pensare ai propri insignificanti affari per occuparsi di quelli degli altri.
Essendo uomo, pensa da uomo.
Il pensare, che era un furore, è diventato un'arte.