Pensiamo perché non sappiamo.- Ezra Pound
Pensiamo perché non sappiamo.
I critici devono sapere di più, e scrivere di meno.
La critica, come la intendo io, viene scritta nella speranza che le cose migliorino.
Alcuni traduttori si occupano di ogni cosa, positivamente di ogni cosa, meno che di quella che l'autore del testo originale intendeva dire.
Tu puoi individuare il cattivo critico allorquando comincia a discutere il poeta e non la poesia.
Una piccola quantità di denaro che cambia di mano rapidamente farà il lavoro di una grande quantità che si muove lentamente.
Molti benpensanti sono poco più che custodi dei loro averi.
Un altro può anche pensare per me, ma non è desiderabile che lo faccia precludendomi la possibilità di pensare per me stesso.
È un pensatore: vale a dire è bravo a vedere le cose più semplici di quel che sono.
Chi pensa in tutto come il suo secolo è necessariamente nell'errore.
Non sarebbe affatto meglio se tutti la pensassimo allo stesso modo; è dalla differenza di opinioni che nascono le corse dei cavalli.
Pensare è sommamente nostro; sepolto nella privatezza più intima del nostro essere, È anche il più comune, usurato, ripetitivo degli atti. Questa contraddizione non può essere risolta.
Da quando ho cominciato a pensare, ho pensato che sarei stato un giornalista.
Penso come un genio, scrivo come uno scrittore brillante, e parlo come un bambino.
Se il pensiero è verità, esso, ove non incontrasse ostacoli, consisterebbe nella contemplazione di se medesimo.
Il pensiero è un dinamismo dialogico ininterrotto, una navigazione tra Scilla e Cariddi verso le quali la trascina ogni egemonia di uno dei processi antagonisti.