Gli dèi sono l'incarnazione di quello che non potremo mai essere.- Fernando Pessoa
Gli dèi sono l'incarnazione di quello che non potremo mai essere.
Viaggiare? Per viaggiare basta esistere. Passo di giorno in giorno come di stazione in stazione, nel treno del mio corpo, o nel mio destino, affacciato sulle strade e sulle piazze, sui gesti e sui volti, sempre uguali e sempre diversi come in fondo sono i paesaggi.
Passare dai fantasmi della fede agli spettri della ragione è solamente un cambiare di cella.
L'unica opera grande e perfetta è quella che non si sogna mai di realizzare.
L'anima umana è un abisso scuro e vischioso, un pozzo che non si usa nel mondo superficiale. Nessuno amerebbe se stesso se si conoscesse, e così, se non ci fosse la vanità, che è il sangue della vita spirituale, moriremmo di anemia nell'anima.
Ripassa domani, realtà! Basta per oggi, signori!
È una cosa stolta supplicare gli dei per ottenere ciò che uno è in condizione di procurarsi da se stesso.
È conveniente che esistano gli dei, e, siccome è conveniente, lasciateci credere che esistano.
Non è vero che fin dal principio gli dèi hanno svelato tutto ai mortali, ma gli uomini stessi, cercando, col tempo trovano ciò che è meglio.
Sugli dèi, dì solo: sono.
Che si siano sempre pregati gli dèi è umano, ma ciò non depone, a dire il vero, in favore della nostra eleganza. Meno che mai della loro.
Gli dèi sono tali in quanto, volutamente e intenzionalmente, non fanno nulla.
I doni degli dei nessuno può sceglierseli.
Se vi fossero degli dèi, come potrei sopportare di non essere dio! Dunque non vi sono dèi.
Stanchezza, che d'un sol balzo vuol attingere le ultime cose, con salto mortale: una misera ignorante stanchezza, che non vuol più nemmeno volere: essa ha creato tutti gli dèi e i mondi dietro il mondo.
Gli dei muoiono, ma dalle loro ceneri altri dei nascono.