Leggere è sognare per mano altrui.- Fernando Pessoa
Leggere è sognare per mano altrui.
Non esistono liberali sinceri. Del resto, non esistono i liberali.
Ciò che c'è di più banale nei sogni, è che tutti li hanno.
Chi di noi, voltandosi indietro sulla strada da cui non c'è ritorno, può dire di averla seguita come avrebbe dovuto?
Viviamo, nell'imbrunire della coscienza, mai certi di cosa siamo o di cosa supponiamo essere.
Non apprezza la libertà chi non ha mai conosciuto la costrizione.
Quelli che trascurano di rileggere si condannano a leggere sempre la stessa storia.
Ogni lettura è un atto di resistenza. Di resistenza a cosa? A tutte le contingenze.
Leggere è niente, il difficile è dimenticare ciò che si è letto. E ormai non sono più gli autori ad allontanarci dai loro libri, ma i loro lettori.
Lettore, in te palpita la vita, tu fremi d'orgoglio e amore: sei come me, lettore E perciò ti dedico i miei canti.
Uno spirito originale sa subordinare la lettura alla propria attività personale. Per lei non è altro che la più nobile delle distrazioni, soprattutto la più feconda perché solo la lettura e il sapere forniscono lo spirito di "belle maniere".
Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che è offerto al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in sé stesso.
Leggere è vedere per procura.
Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma.
Quando si legge, si ama sempre un poco versarsi fuori di sé, viaggiare.
Se si leggono libri come si stanno ad ascoltare gli amici, ciò che si legge allieterà e consolerà come soltanto gli amici sanno fare.