La morte è la curva della strada, morire è solo non essere visto.- Fernando Pessoa
La morte è la curva della strada, morire è solo non essere visto.
Due persone dicono reciprocamente "ti amo", o lo pensano, e ciascuno vuol dire una cosa diversa, una vita diversa, perfino forse un colore diverso o un aroma diverso, nella somma astratta di impressioni che costituisce l'attività dell'anima.
La vita che si vive è un fraintendimento fluido, un'allegra media tra la grandezza che non c'è e la felicità che non può esistere.
Ciò che vediamo delle cose sono le cose.
Basta un mal di denti per non farci credere nella bontà del creatore.
Per essere grande, sii intero: non esagerare e non escludere niente di te. Sii tutto in ogni cosa. Metti tanto quanto sei, nel minimo che fai, come la Luna in ogni lago tutta risplende, perché in Alto vive.
Non c'è spazio per la Morte.
La morte può essere l'espiazione delle colpe, ma non può mai ripararle.
Gli uomini, fuggendo la morte, l'inseguono.
Le persone più vitali sono quelle che hanno maggior terrore della morte, e perciò costrette a sfuggirla e a rimuoverne l'incubo moltiplicano gli atti di vita e collocano in essi il senso del quale hanno bisogno.
L'uomo è un pacco postale che la levatrice spedisce al becchino.
Sappiate che la morte vi sorveglia, gioir nei prati o fra i muri di calce, come crescere il gran guarda il villano finché non sia maturo per la falce.
C'è il sacro terrore della morte, ma la morte è un fatto naturale, credo che la morte sia un'amica dell'uomo, perché mette fine a quel grande dolore che è la vita.
C'è chi muore oscuro perché non ha avuto un diverso teatro.
Non ci si uccide per amore di una donna. Ci si uccide perché un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, amore, disillusione, destino, morte.
La morte è l'ultimo medico delle malattie.