Perché per essere felici è necessario non saperlo?- Fernando Pessoa
Perché per essere felici è necessario non saperlo?
Passare dai fantasmi della fede agli spettri della ragione è solamente un cambiare di cella.
Saggio è colui che rende monotona l'esistenza, perché allora ogni piccolo accidente possiede il privilegio della meraviglia.
La fine degli ideali classici ha reso tutti dei possibili artisti e, dunque, cattivi artisti.
Quello che distingue le persone le une dalle altre è la forza di farcela, o di lasciare che sia il destino a farla a noi.
Tutto ciò che esiste, forse esiste perché esiste un'altra cosa. Nulla è, tutto coesiste: forse è proprio così.
Lentamente in Cina ebbi una reazione che fu questa: invece di cercare l'uomo nuovo mi resi conto che c'era un uomo vecchio, cinese, che era meraviglioso; e che quella era stata una cultura stupenda con una grandezza e con una ricchezza che proprio mi colpivano.
Chi voglia varcare senza inconvenienti una porta aperta deve tener presente che gli stipiti sono duri.
Non bisogna desiderare le cose che sono troppo al disopra di noi.
Sono una scrittrice da molto tempo e mi rendo conto di quando le cose non funzioano, ma non vuol dire che sia in grado di sistemarle.
Non siamo soli. Le stelle non saranno più le stesse di prima, per noi.
La risolutezza sorge soltanto per un atto dell'intelligenza che, divenuta conscia della necessità del rischio, con questa necessità determina la volontà.
Erano due individui perfettamente insignificanti e senza capacità, la cui esistenza è resa possibile solo grazie alla elevata organizzazione delle moltitudini incivilite.
Esiste uno stato di consapevolezza che precede il pensiero. Cercalo.
Se ti trovi in una buca, la prima cosa da fare è di smettere di scavare.
Domandati molte volte al giorno: faccio in questo momento quello che devo fare?