Le stanze non esposte ad un'aria che trapassi fuggitele come la peste.- Francesco Chiari
Le stanze non esposte ad un'aria che trapassi fuggitele come la peste.
I purganti gagliardi anno in sé del velenoso, e della malignità; perciò convien astenersene quanto è possibile.
Il zucchero è un veleno per gl'infetti: sarebbe ancor per l'uomo qualor se ne facesse l'abuso con la quantità.
Il sangue si è il tesoro della vita; però non è da dissiparsi temerariamente.
Mangiare, o bere l'oro e le pietre preziose si è piuttosto pompa da ricco che di chi brami alimento.
Se siete sano, e proviate convulsioni, siate attinente nel mangiare sinattantoche ne svanisca la convulsione: stante che la sua cagione n'è la ripienezza.
Quello che vorrei dipingere è la luce del sole sulla parete di una casa.
Sei un'ingrata! Io alla tua età non avevo tutto quello che hai tu. Hai una casa tutta tua: io vivevo in una bifamiliare!
C'è qualcosa della stessa forma nell'uomo che costruisce la sua propria casa di quanta ce ne sia in un uccello che costruisce il suo proprio nido.
Una donna deve avere soldi e una stanza suoi propri se vuole scrivere romanzi.
La gioventù che sta in casa ha sempre un ingegno fatto in casa.
Le stanze cambiano forma secondo chi ospitano.
Un ambiente domestico mi sembra essere il contesto adatto all'uomo. E certamente, una volta che un uomo inizia a trascurare i suoi doveri domestici, diviene terribilmente effeminato, e ciò mi dispiace. Rende gli uomini così attraenti.
Il mio spirito irrequieto e vagabondo non mi avrebbe permesso di rimanere a casa molto a lungo.
Tra quattro mura ci stava a fatica. Si sentiva soffocare. Adorava il mare vicino. La risacca. L'aria salina. Le notti di tempesta trascorse vicino al faro sulla costa.
Sono nato in una casa con 17 persone. Ecco perché ho questo senso della comunità assai spiccato. Ecco perché quando ci sono meno di 15 persone mi colgono violenti attacchi di solitudine.