I nostri pensieri sono le ombre delle nostre azioni.- Francis Picabia
I nostri pensieri sono le ombre delle nostre azioni.
Il mondo è diviso in due categorie: falliti e sconosciuti.
Il lusso non è un piacere, ma il piacere è un lusso.
I miei pensieri mi dicono dove mi trovo, ma non mi indicano dove vado.
L'ottimista pensa che la notte sia delimitata da due giorni, il pessimista che un giorno sia delimitato da due notti.
Il primo dovere di ogni pensiero è quello di affrontare il groviglio di valori e disvalori di cui s'intesse, nella sua grandezza e nel suo cinismo, la storia. La semplificazione ottiene l'effetto opposto.
Il pensiero è soltanto un sogno del sentimento.
Come ci sono sempre facce nuove, sebbene il contenuto degli uomini non vari molto, cosi devono esserci sempre nuove proposizioni con un simile materiale di pensiero.
All'uomo è stata data la parola non perché manifesti i suoi pensieri o li nasconda, ma perché li giustifichi.
L'autore instancabile di pensieri non per ciò è un pensatore: così come un macellaio di agnelli non può pretendere il titolo di assassino.
Il peggiore dei sacrilegi è il ristagno del pensiero.
Guardiamo poco il cielo perché i nostri pensieri tendono al basso.
I nostri pensieri danno forma a ciò che noi supponiamo sia la realtà.
Nei nostri pensieri ha molta più parte la volontà che l'intelligenza.
I pensieri importanti sono per natura fulminei, e corti come i fulmini. In un paese veramente civile bisognerebbe poter "andare in cattedra" con da tre a sette pagine. Eliminare le lungaggini e le prolissità, nei casi migliori ridurre il testo a poche righe.