Meglio è non saper niente che saper molte cose a metà.- Friedrich Nietzsche
Meglio è non saper niente che saper molte cose a metà.
L'Atene del terzo secolo, se potessimo visitarla, ci sembrerebbe quasi popolata di pazzi.
In colui che vuol essere profondamente giusto, perfino la menzogna diventa filantropica.
Se tutte le elemosine venissero date solo per compassione, i mendicanti sarebbero tutti quanti morti di fame.
In ogni cosa soltanto questo è impossibile: razionalità.
Non può esserci un Dio perché, se ce ne fosse uno, non crederei che non sia io.
Il mondo si troverà sempre nel disordine e nell'ignoranza, dal momento che i dotti non ne costituiscono tutt'al più che la centesima parte.
La prima cosa che si deve evitare è essere ignorante sulle cose che ti circondano.
L'ignoranza è una benedizione, ma perché la benedizione sia completa l'ignoranza deve essere così profonda da non sospettare neppure se stessa.
La falsa letteratura è peggiore assai dell'ignoranza. Meglio è non si muover di luogo che far cammino e aver smarrito la via.
Il sapere e la ragione parlano, l'ignoranza e il torto urlano.
L'inizio di una conoscenza, che sia di persone oppure di cose, consiste nell'ottenere un contorno definito della nostra ignoranza.
È la profonda ignoranza a suggerire il tono dogmatico.
In spagnolo, "añoranza" viene dal verbo "añorar" ("provare nostalgia"), che viene dal catalano "enyorar", a sua volta derivato dal latino "ignorare". Alla luce di questa etimologia, la nostalgia appare come la sofferenza dell'ignoranza.
Se la conoscenza può creare dei problemi, non è con l'ignoranza che possiamo risolverli.
L'ignoranza è un diritto, ma molti se ne fanno un dovere.