La compassione è chiamata virtù solo dai décadents.- Friedrich Nietzsche
La compassione è chiamata virtù solo dai décadents.
Il libro deve desiderare penna, inchiostro e scrivania: ma di solito sono penna, inchiostro e scrivania a desiderare il libro. Perciò oggi i libri valgono così poco.
Parla il deluso. Cercavo uomini grandi e trovai soltanto le scimmie del loro ideale.
Non il fatto che mi hai ingannato, ma che io non ti creda più, m'ha profondamente scosso.
Si incomincia a diffidare delle persone molto sagge quando sono in imbarazzo.
Non basta avere un talento; bisogna avere anche il vostro permesso. Nevvero, amici miei?
Solo la virtù concede un buon Karma e la più grande virtù è la compassione.
Solo chi è molto infelice ha il diritto di compatire un altro.
Nella dorata guaina della compassione si nasconde talvolta il pugnale dell'invidia.
Meglio essere invidiato che essere oggetto di compassione.
Se tutte le elemosine venissero date solo per compassione, i mendicanti sarebbero tutti quanti morti di fame.
È disperante frequentare persone per cui si prova disprezzo: essere obbligati, per pura cortesia, ad ammirare cose la cui insignificanza fa compassione.
La vista continua di persone sofferenti fa diminuire continuamente la compassione. Invece, si diventa tanto più sensibili al dolore degli altri quanto più si è capaci di partecipare alla loro gioia.
Non è cosa tanto nemica della compassione quanto il vedere uno sventurato che non è stato in niente migliorato, né ha punto appreso dalle lezioni della sventura, maestra somma della vita.
Non si può avere compatimento per gli altri, quando abbiamo troppo da soffrire per noi stessi.