Il piacere è peccato, e qualche volta il peccato è un piacere.- George Gordon Byron
Il piacere è peccato, e qualche volta il peccato è un piacere.
Nella poesia, nulla è difficile come il principio, tranne forse la fine.
Ognuno è incline a credere in ciò che desidera, da un biglietto della lotteria a un passaporto per il paradiso.
Dal caos Dio creò un mondo e dalle grandi passioni nasce un popolo.
Tutti coloro che conquisteranno la gioia dovranno dividerla. La felicità è nata gemella.
Nessuno è separato da nessuno. Nessuno lotta per se stesso. Tutto è uno. L'angoscia e il dolore, il piacere e la morte non sono nient'altro che un processo per esistere. La lotta rivoluzionaria in questo processo è una porta aperta all'intelligenza.
Qualsiasi cosa può diventare un piacere, se la si fa ripetutamente.
Il lusso non è un piacere, ma il piacere è un lusso.
Qualsiasi piacere se preso con ardore mi sembra casto.
Il piacere è il fiore che passa; il ricordo, il suo profumo duraturo.
Bello e virtù e le altre cose del genere vanno onorate se valgono a procurare piacere, se no, si mandino in pace.
C'è una certa somiglianza, più o meno grande, tra i piaceri che tutte le nostre evacuazioni ci procurano. Credo che il piacere derivi sempre dal sollievo sollievo, cioè, dallo sforzo notevole, anche se per lo più inconscio, di trattenere quello che è gradevole eliminare.
I soli veri piaceri sono quelli inaspettati.
Felici quelli che senza nuocere a nessuno sanno procacciarsi il piacere, e insensati gli altri che si immaginano che l'Essere Supremo possa rallegrarsi dei dolori e delle pene e delle astinenze ch'essi gli offrono in sacrificio.
Il piacere sta sul filo, e si muta in dolore se non ha misura.