I buoni giornalisti scrivono ciò che pensano; i migliori quello che dovrebbero pensare i loro lettori.- Georges Elgozy
I buoni giornalisti scrivono ciò che pensano; i migliori quello che dovrebbero pensare i loro lettori.
Obiettività: camuffamento della soggettività.
Falso problema: problema che dispensa di cercare una vera soluzione.
Lotta antinquinamento: diversione di immondizia sulle regioni vicine.
Scrittore: razza di intellettuali con pubblico limitato e presunzione infinita.
Quotidiano: tessuto di sciocchezze, scritto, stampato e venduto in meno di qualche ora; quindi letto, gettato e dimenticato in meno di qualche minuto.
Per i giornalisti, la lettura dei giornali è un'attività indispensabile e la rassegna stampa uno strumento di lavoro: per sapere cosa dire occorre sapere cosa hanno detto gli altri. E' questo uno dei meccanismi attraverso i quali si genera l'omogeneità dei prodotti proposti.
Provo ripugnanza per questo modo di fare giornalismo.
La stampa libera può, naturalmente, essere buona o cattiva, ma è certo che senza libertà non potrà essere altro che cattiva.
Il giornalista non è tanto uno che vien pagato per ciò che scrive, quanto uno che vien pagato per ciò che non scrive.
Finalmente sono un giornalista anch'io: ora i fatti non mi interessano più.
I giornali hanno con la vita all'incirca lo stesso rapporto che hanno le cartomanti con la metafisica.
Il compito di un dottore è guarire i pazienti, il compito di un cantante è cantare. L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede.
Le notizie, se non riportate, non hanno alcun impatto. Tanto valeva che non fossero mai accadute.
I giornali arrivavano con tale ritardo che, più che notizie, portavano storia.
Sono la personificazione del rischio. Sono solo una giornalista curiosa.