E dire che io e lui abbiamo un nemico in comune: lui me, io pure.- Gesualdo Bufalino
E dire che io e lui abbiamo un nemico in comune: lui me, io pure.
A frenarmi dall'ammazzare qualcuno sarebbe, prima d'ogni remora morale, l'inettitudine. Quanto a me, volessi anche ammazzarmi, mi servirebbe un liberto.
Non c'è scrittore che non somigli al serpente dell'Eden. Solo che spesso la mela è marcia.
Ci vogliono virtù a iosa per fare un vizio.
Ognuno sogna i sogni che si merita.
Tutti al mondo sono poeti, perfino i poeti.
Quando il nemico si trova a suo agio, può essere messo a disagio; quando è sazio, gli si può mettere fame; quando è stabile, può essere scosso.
Perfino i paranoici hanno veri nemici.
Se vuoi rendere inoffensivo il tuo nemico più acre non hai che da lodarlo. È probabile che non solo smetta di nuocerti, ma che si trasformi in un amico.
Poiché siamo costretti tra le sbarre di una prigione, la nostra non è la disdicevole fuga del disertore di fronte al nemico, ma la legittima evasione del prigioniero.
Tocca senza dubbio ai nostri amici farci il male che la lontananza sola impedisce ai nostri nemici di farci.
Do asilo dentro di me come a un nemico che temo d'offendere, un cuore eccessivamente spontaneo che sente tutto ciò che sogno come se fosse reale che accompagna col piede la melodia delle canzoni che il mio pensiero canta, tristi canzoni, come le strade strette quando piove.
Perdona i tuoi nemici, ma non dimenticare mai i loro nomi.
Quando i veri nemici sono troppo forti, bisogna pur scegliere dei nemici più deboli.
È meglio farsi nemico un debole che averlo per amico.
Il nemico del mio nemico non è mio amico.