"Aver ragione" è la naturale vocazione della follia.- Giorgio Manganelli
"Aver ragione" è la naturale vocazione della follia.
Tentiamo una definizione: lo scrittore è colui che è sommamente, eroicamente incompetente di letteratura.
Essere ebreo è una condizione umana estrema, terribile e insondabile; una condizione di cui l'occidentale ha paura; e noi sappiamo che si ha paura di ciò che sta dentro di noi, non di ciò che ci è estraneo.
A D'Annunzio non interessa trasmettere alcunché, vuole solo costruire delle strutture e per costruire saccheggia la totalità del vocabolario italiano.
In definitiva, ha qualcosa da insegnare solo chi non vuole insegnare.
Letteratura è un gesto non solo arbitrario, ma anche vizioso: è sempre un gesto di disubbidienza, peggio, un lazzo, una beffa; e insieme un gesto sacro, dunque antistorico, provocatorio.
La società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d' essere.
La follia, mio signore, come il sole se ne va passeggiando per il mondo, e non c'è luogo dove non risplenda.
Abbastanza spesso la gente mi considera pazzo quando faccio un salto invece di un passo, proprio come se tutti i salti fossero sbagliati e mai portassero uno in nessun posto.
Le follie sono le uniche cose che non si rimpiangono mai.
Ho amato fino alla follia, ma ciò che gli altri chiamano follia per me è l'unico modo di amare.
Mai la psicologia potrà dire sulla follia la verità, perché è la follia che detiene la verità della psicologia.
Tutti coloro che scrivono sono un po' matti. Il punto è rendere interessante questa follia.
La follia si manifesta in varie forme, ma non tutte immediatamente evidenti.
La follia era il suo nemico e l'umorismo la sua arma.
Il luogo della mia passione di pensiero è il rapporto tra ragione e follia. Ben consapevole che la follia ci abita e che è il costitutivo. Che è ciò che ci tratteggia anche somaticamente, per cui abbiamo questa faccia per quel tanto di follia da cui ci siamo riusciti a far invadere.