Mare crespo, vento fresco.- Giovanni Verga
Mare crespo, vento fresco.
I poveretti sono come le pecore, vanno sempre con gli occhi chiusi dove vanno gli altri.
Quando il sole si corica insaccato si aspetta il vento di ponente.
Ciascuno deve pensare alla sua barba prima di pensare a quella degli altri.
Scirocco chiaro e tramontana scura, mettiti in mare senza paura.
Quando gli dissero che era tempo di lasciare la sua roba, per pensare all'anima, uscì nel cortile come un pazzo, barcollando, e andava ammazzando a colpi di bastone le sue anitre e i suoi tacchini, e strillava: 'Roba mia, vientene con me!'.
Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare.
Soffiava il vento del deserto quella notte. Era uno di quei Santa Ana torridi e secchi che scendono dai passi tra le montagne e ti arricciano i capelli, ti fanno saltare i nervi, ti irritano la pelle.
Non cercar mai di dire il tuo amore Amore che giammai può essere detto Perché il vento gentile trascorre Silente, invisibile.
Nessun vento è favorevole per chi non sa dove andare, ma per noi che sappiamo anche la brezza sarà preziosa.
Se il vento mi trasporta per niente, perché devo camminare?
Quando non tira vento anche il galletto in cima al campanile manifesta del carattere.
Prendi un filo di paglia e buttalo in aria, vedrai da che parte soffia il vento.
Il vento si nutre di polvere e cespugli rotolati e dell'orgoglio di impronte cancellate e nuvole disperse.
La nostra voce è la musica che fa il vento quando ci attraversa il corpo.
Era un soffio, un ansito misterioso che pareva uscire dalla terra stessa.