Mare crespo, vento fresco.- Giovanni Verga
Mare crespo, vento fresco.
Al giorno che promise si conosce il buon pagatore.
Chi ha il cuore contento sempre canta.
Anche il lupo allorché capita affamato in una mandra, non pensa a riempirsi il ventre, e sgozza dalla rabbia.
Alla casa del povero ognuno ha ragione.
A buon cavallo non gli manca sella.
La solitudine è ascoltare il vento e non poterlo raccontare a nessuno.
Non vada un picciol legno a contrastar col vento,a provocar lo sdegno d'un procelloso mar.
Ti sfugge di mano, signorita, il vento del fato soffiato sul mio destino.... Ma non dimenticherò mai, tu sei l'amore della tua vita.
V'è una ineffabile eloquenza nel vento,e una melodia nel corso dei ruscellie nel mormorio delle canne sulle loro sponde,che per la sua inconcepibile relazionecon qualcosa entro l'anima nostra,desta gli spiriti a una danza di smarrita estasi.
Non potrete mai chiamare il vento, ma potete lasciare la finestra aperta.
So che dopo la mia morte sulla mia tomba sarà deposta molta immondizia. Ma il vento della storia la disperderà senza pietà.
Il maestrale si era fermato a guardarli. Non avrebbe mai voluto vederli salire in macchina e tornare a casa.
I venti squassano soprattutto i pini più maestosi, le torri più alte crollano con maggior rovina e i fulmini colpiscono le cime più elevate.
In casa o fuori, nessuno si rilassaIn marzo, quel mese di vento e tasseIl vento andrà via senza dannoLe tasse resteranno tutto l'anno.
Quando il sole si corica insaccato si aspetta il vento di ponente.