Mare crespo, vento fresco.- Giovanni Verga
Mare crespo, vento fresco.
Amici con tutti, e fedeli con nessuno.
Il matrimonio è come una trappola di topi; quelli che son dentro vorrebbero uscire, e gli altri ci girano intorno per entrarvi.
Le parole hanno il valore che dà loro chi le ascolta.
Il mare non ha paese nemmeno lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole.
Forza di giovane e consiglio di vecchio.
L'aria fresca della sera è il respiro del vento che si addormenta placido tra le braccia della notte.
So che dopo la mia morte sulla mia tomba sarà deposta molta immondizia. Ma il vento della storia la disperderà senza pietà.
Rimango volentieri nel deserto, il posto più capace di ricoprire un corpo con il vento.
Ciò che una donna dice all'amante appassionato, scrivilo nel vento e nell'acqua rapida.
A volte arriva il vento prima della pioggia e accelera il volo degli uccelli fuori dalla finestra, uccelli fantasma che cavalcano la notte, piú strani dei sogni.
Se il vento mi trasporta per niente, perché devo camminare?
Parlo della bellezza. Non ci si mette a discutere su un vento d'aprile. Quando lo si incontra ci si sente rianimati. Ci si sente rianimati quando si incontra in Platone un pensiero che corre veloce, o un bel profilo di una statua.
Come puoi vedere posti come questi, passare dei momenti come questi e non credere? È come il vento non lo vedo però lo percepisco: la meraviglia, la gioia, l'amore.
L'amore è fatto di pioggia. Solo il vento sa quando e dove può arrivare.
Quando veniva settembre, il vento cambiava di verso e la stagione di odore. Al maestrale dei giorni di sole e di mare increspato succedeva il libeccio che alzava onde lunghe.