Chi manda la lingua avanti al pensiero non ha del saggio.- Giulio Cesare Croce
Chi manda la lingua avanti al pensiero non ha del saggio.
Chi dà pane ai cani d'altri, spesso vien latrato dai suoi.
A chi la va bene, par savio.
Chi naviga nel mar delle sensualità si sbarca al porto delle miserie.
Chi numera gli anni fa conto con la morte.
Chi non ha del suo non può darne ad altri.
San Francesco mortificava il corpo e lo chiamava frate asino. Dimenticava che questo frate ha gran voce in capitolo e lo si ascolta talvolta più che non le voci della saggezza.
La costanza dei savi è l'arte di chiudere l'agitazione nel proprio petto.
Il primo passo verso la follia è credersi saggio.
La saggezza non è un prodotto dell'istruzione ma del tentativo di acquisirla, che dura tutta la vita.
Pensa quanto è saggio il piccolo topolino: non affida mai la sua vita a un solo buco.
L'amore è la saggezza dello sciocco e la follia del saggio.
La saggezza del mondo insegna che è cosa migliore per la reputazione fallire in modo convenzionale, anziché riuscire in modo anticonvenzionale.
Errare è possibile a tutti gli uomini. Ma il saggio, quando ha commesso un errore, non rimane irremovibile e ripara il male che ha fatto. Perseverare nell'errore, infatti, genera ogni sorta di mali.
Le donne ragionevoli e responsabili non vogliono votare.
È delizioso trasportare se stessi nello spirito del passato, per vedere come un uomo saggio ha pensato prima di noi, ed a quali gloriose altezze siamo finalmente giunti.