L'arte! L'arte! Che bella cosa questa vanità.- Gustave Flaubert
L'arte! L'arte! Che bella cosa questa vanità.
La mania per la perfezione vi fa detestare anche ciò che vi si avvicina.
Poeta. Sinonimo di scemo; sognatore.
Ottimista: equivalente d'imbecille.
Non c'è niente di serio in questo basso mondo che il ridere.
L'umanità si è messa a girare le sue macchine e, vedendo che ne sgorgava oro, ha esclamato: È Dio! E quel Dio, essa lo mangia!
Ci si sbaglierà raramente, attribuendo le azioni estreme alla vanità, quelle mediocri all'abitudine e quelle meschine alla paura.
La vanità è per gli imbecilli una potente fonte di soddisfazione. Essa permette loro di sostituire alle qualità che non acquisteranno mai, la convinzione di averle sempre possedute.
Non si confonda la vanità, che è bisogno e ricerca della stima altrui, con la fierezza, semplice manifestazione della propria autostima.
Ma non è forse una vanità credersi superiori al mistero o ignorarlo?
Il sapiente ha tutte le cose mutabili come cose che non sono, ed afferma quelle non esser altro che vanità ed un niente; perché il tempo a l'eternità ha proporzione come il punto a la linea.
L'orgoglio è una bestia feroce che vive nelle caverne e nei deserti; la vanità invece, come un pappagallo, salta di ramo in ramo e chiacchiera in piena luce.
La vanità e la felicità sono incompatibili.
I vanitosi sentono solo le lodi.
Il piangere si addice solo o ai seduttori che vogliono conquistare con le frasi l'incauta vanità delle donne, o ai sognatori.
È più facile disfarsi dei vizi che delle vanità.