In quanto ai guai personali di ciascuno di noi, essi fanno impallidire quelli di qualsiasi romanzo.- Henry James
In quanto ai guai personali di ciascuno di noi, essi fanno impallidire quelli di qualsiasi romanzo.
Noi lavoriamo nell'oscurità: facciamo quel che possiamo, diamo quello che abbiamo. Il dubbio è passione, e le nostre passioni sono il nostro compito, il resto è la pazzia dell'arte.
Stare a Roma e non far mai una passeggiata a piedi, sarebbe, mi sembra, poco divertente.
È sciocco dubitar di sé stessi come sarebbe dubitare del proprio miglior amico: anzi si deve cercare di essere il proprio migliore amico e di vivere così in eletta compagnia.
Che cosa mi ha fruttato il mio talento? Niente, se non la necessità di farne un uso continuo per trascorrere le ore, gli anni, per ingannare me stessa con qualche pretesto di varietà, di oblìo.
Il romanzo è per sua natura del «rumore», rumore intorno a qualche cosa.
La felicità e la disgrazia sono a volte così vicine una all'altra che si confondono. Il nostro cuore come un pendolo oscilla sempre tra loro due.
Quando le persone sono in difficoltà, raramente fanno le cose più intelligenti, ma di solito le più stupide.
Sulle cime più alte cadono i fulmini, e dove incontrano maggiore resistenza arrecano più danno.
Consoliamoci nelle sventure con la memoria dei beni nei tempi passati e con la coscienza che non è possibile fare che ciò che è stato non sia stato.
Incolperà l'uom dunque sempre gli dei?Quando a se stesso i mali fabbrica,dei suoi mali a noi dà caricoe la stoltezza sua chiama destino.
Troppo facilmente si dà del birbante, a cui la sorte è contraria, come del galantuomo a cui la sorte sorrise.
Nell'ateismo non vi è alcuna consolazione. Sfortunatamente, è la visione del mondo più ragionevole.
Sfigati del mondo unitevi.
A Hollywood non c'è posto per la gente pigra o sfortunata. Soprattutto sfortunata.
La sorte più misera dà sicurezza: infatti non v'è paura di peggioramento.