Rassegnandosi, lo sfortunato consuma la sua sfortuna.- Honoré de Balzac
Rassegnandosi, lo sfortunato consuma la sua sfortuna.
L'odio è un tonico, fa vivere, ispira vendetta; invece la pietà uccide, indebolisce ancora di più la nostra debolezza.
Ricchi si diventa, eleganti si nasce.
Gli incompresi si dividono in due categorie: le donne e gli scrittori.
Il male possiede una voce poderosa che desta le anime volgari e le riempie d'ammirazione, mentre il bene è largamente muto.
Ci sono abissi che l'amore non può superare, nonostante la forza delle sue ali.
Seneca, alla domanda. "Qual è il miglior conforto nell'afflizione e nel dolore?" risponde: "Che l'uomo accolga ogni cosa come se l'avesse richiesta e desiderata".
Ulrich è alle prese con il suo (e della sua generazione) vuoto di poter essere, con un'apatica rassegnazione.
Quando si perde la capacità di vivere i propri miti, si perdono anche i propri dei.
Avevano tutti sul viso la stessa espressione, un misto tra l'arroganza di chi si sente libero di essere se stesso fino a distruggersi e la rassegnazione amara di chi gira lo sguardo intorno e dappertutto vede il nulla.
Mi chiedevo se era quella la rassegnazione, quel vuoto aspettare, contando i giorni come i grani di un rosario, sapendo che non ci appartengono, ma sono giorni che pure dobbiamo vivere perché ci sembrano preferibili al nulla.
È incredibile con quanta prontezza e buona grazia ci rassegniamo alle disgrazie altrui.
Quella specie di coraggio ridicolo che si chiama rassegnazione.
Ogni battaglia contro pregiudizi universalmente condivisi è una battaglia persa.
L'aspetto più grave dello spirito di tristezza è che esso porta al peccato contro la speranza.
Quelli che passano la vita facendo rivoluzioni a metà non fanno altro che scavarsi la fossa.