Rassegnandosi, lo sfortunato consuma la sua sfortuna.- Honoré de Balzac
Rassegnandosi, lo sfortunato consuma la sua sfortuna.
L'avarizia comincia dove finisce la povertà.
Non vi è che l'ultimo amore di una donna capace di soddisfare il primo di un uomo.
Il bruto si copre, il ricco e lo sciocco si adornano, l'elegante si veste.
Quasi sempre gli errori di una donna derivano dalla sua fede nel bene o nel vero.
La coscienza è uno di quei bastoni che ciascuno brandisce per picchiare il suo vicino e del quale non si serve mai per se stesso.
Solo i principi valgono la pena di una lotta e d'una sconfitta; per tutto il resto si può essere arrendevoli.
Tutte le discipline si influenzano a vicenda. Erroneamente l'uomo dice: Questo è l'unico caso dove lascio perdere. Non è vero. Ogni abbandono influenza il resto. Non pensare in questo modo è ingenuo.
Siamo tutti rassegnati alla morte; è alla vita che non arriviamo a rassegnarci.
La maggioranza degli uomini vive in quieta disperazione.
Quando tutto il resto fallisce, lascia perdere e vai in biblioteca.
Il dolore e il silenzio sono forti e la paziente sopportazione è divina.
Dall'abito della rassegnazione sempre nasce noncuranza, negligenza, indolenza, inattività, e quasi immobilità.
Al mondo c'è una sola cosa peggiore dell'uso della violenza, ed è il piegarsi alla violenza.
Cedo perché son piccino, ma non domando perdono perché ho ragione.
Non permettere a te stesso di essere scoraggiato da qualsiasi fallimento fintanto che hai fatto del tuo meglio.