Non si può decentemente predicare il cristianesimo agli altri, se non si vive da cristiani.- Ignazio Silone
Non si può decentemente predicare il cristianesimo agli altri, se non si vive da cristiani.
L'uomo non esiste veramente che nella lotta contro i propri limiti.
Nei giorni di miseria, anche il brodo d'un osso può nutrire.
Per condannare gli innocenti, quelli che hanno il potere trovano sempre qualche legge. Sono essi che le fanno, le leggi.
La forza della dittatura è nei muscoli, non nel cuore.
La fede è una grazia.
L'odio verso sé stessi e l'amore verso i nemici è il principio e la fine del Cristianesimo.
Quei cattolici osservanti non si chiedevano se il lusso delle chiese non insultasse la miseria de poveri.
Il cristianesimo, costituendosi con tutte le strutture del sacro, fin dal primo momento della morte di Gesù, non ha in nessun modo messo in atto quello che lui aveva proposto.
L'esistenza dei cristiani dimostra la non esistenza di Dio.
Si è detto talvolta che Platone annuncia il Cristianesimo. Ma non c'è niente in lui del guazzabuglio giudaico: il mondo doveva trovare salvezza nelle forme, non nella fede.
Come il buddhismo, anche il cristianesimo fu un'associazione di poveri; il suo principale allettamento fu la facilità offerta alle classi diseredate di riabilitarsi con la professione d'un culto che offriva loro soccorsi e pietà infinita.
Il giansenismo dei cristiani è lo stoicismo dei pagani, degradato nella forma e condotto alla portata di una plebaglia di cristiani; e questa setta ha avuto per difensori dei Pascal e degli Arnaud!
Se Cristo fosse qui, c'è una cosa che non vorrebbe mai essere: un cristiano.
Tempo verrà e già viene in cui i princìpi cristiani della vita fratellanza, eguaglianza, comunità di beni, non resistenza al male con la violenza parranno così semplici e così naturali, come sembrano oggidì i princìpi della vita domestica e sociale.
Il cristianesimo è un eterno camaleonte. Si trasforma di continuo.