La libertà di pensiero è la capacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro.- Immanuel Kant
La libertà di pensiero è la capacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro.
Puoi conoscere il cuore di un uomo già dal modo in cui egli tratta gli animali.
La pietra di paragone di tutto ciò che può imporsi come legge a un popolo sta nel quesito se un popolo possa imporre a sé stesso una tale legge.
Non consideriamo mai obbligatorie le nostre azioni perché sono ordinate da Dio; al contrario, ci sembrano ordinate da Dio perché ci sono imposte da una nostra legge interiore.
Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza!
Il massimo non esiste, esiste l'essenza di massimo cioè la felicità.
Non è la materia che genera il pensiero, è il pensiero che genera la materia.
La vera vita del pensiero dura soltanto fino al confine delle parole: oltre il pensiero muore.
All'uomo è stata data la parola non perché manifesti i suoi pensieri o li nasconda, ma perché li giustifichi.
Tutti i pensieri sono immorali. La loro vera essenza è la distruzione. Se pensi a una cosa la uccidi. Nulla sopravvive se viene pensato.
Il pensiero cerca il travestimento dell'arguzia perché in tal modo si raccomanda alla nostra attenzione, può sembrarci più significativo, più valido, ma soprattutto perché questa veste corrompe e disorienta la critica.
Anche i propri pensieri non è possibile restituirli completamente in parole.
I pensieri importanti sono per natura fulminei, e corti come i fulmini. In un paese veramente civile bisognerebbe poter "andare in cattedra" con da tre a sette pagine. Eliminare le lungaggini e le prolissità, nei casi migliori ridurre il testo a poche righe.
Il pensiero fa la grandezza dell'uomo.
Secondo le più recenti ricerche il subconscio sembra essere una specie di ghetto dei pensieri. Ora molti di essi hanno nostalgia di casa.
Se il pensiero è sicuramente inefficace senza azione, l'azione senza pensiero lo è altrettanto.