Il mentitore dovrebbe tener presente che, per essere creduto, non bisogna dire che le menzogne necessarie.- Italo Svevo
Il mentitore dovrebbe tener presente che, per essere creduto, non bisogna dire che le menzogne necessarie.
Quando si muore si ha ben altro da fare che di pensare alla morte.
Le donne sono sempre povere di parole precise.
La vita attuale è inquinata alle radici.
Il possesso non dava la verità, ma esso stesso, non abbellito da sogni e neppure da parole, era la verità propria e pura e bestiale.
La vita somiglia un poco alla malattia come procede per crisi e lisi ed ha i giornalieri miglioramenti e peggioramenti. A differenza delle altre malattie la vita è sempre mortale.
Esiste un candore nella menzogna che è il segno della buona fede in una qualche causa.
La coscienza dell'uomo non ha riposo se non nella verità. Chi mente, se anche non viene scoperto, ha la punizione in sé medesimo, egli sente che tradisce un dovere e che si degrada.
C'è chi non è capace di mentire. Io invece sì, ma non lo faccio. I miei principi sono più elevati e nobili.
Chi non sa mentire, crede che tutti dicano il vero.
Chi non intraprende più lo sforzo di mentire al suo prossimo, lo offende.
L'uomo si distingue dal resto della natura soprattutto per uno strato gelatinoso di menzogna che lo avvolge e lo protegge.
L'uomo onesto mente dieci volte al giorno, la donna onesta venti volte al giorno, l'uomo di mondo un centinaio di volte al giorno. Non si è mai stati in grado di contare quante volte al giorno menta una donna di mondo.
Talvolta, la menzogna dice meglio della verità ciò che avviene nell'anima.
Per essere creduto non bisogna dire che le menzogne necessarie.
Sono veri quei pensieri il cui contrario è anche vero, a suo tempo e luogo; i dogmi indiscutibili sono il più pericoloso genere di menzogna.