Il mentitore dovrebbe tener presente che, per essere creduto, non bisogna dire che le menzogne necessarie.- Italo Svevo
Il mentitore dovrebbe tener presente che, per essere creduto, non bisogna dire che le menzogne necessarie.
Si piange quando si grida all'ingiustizia.
Fuori della penna non c'è salvezza.
Spiegare a qualcuno come è fatto, è un modo di autorizzarlo ad agire come desidera.
Si capisce come la nostra vita avrebbe tutt'altro aspetto se fosse detta nel nostro dialetto.
Penso che il rimorso non nasca dal rimpianto di una mala azione già commessa, ma dalla visione della propria colpevole disposizione. La parte superiore del corpo si china a guardare e giudicare l'altra parte e la trova deforme. Ne sente ribrezzo e questo si chiama rimorso.
C'è una specie di rispetto e di deferenza nel mentire. Ogni volta che mentiamo a qualcuno, gli facciamo il complimento di riconoscere la sua superiorità.
Dopo aver mentito occorre buona memoria.
La verità esiste, non s'inventa che la menzogna.
Le menzogne sono o mute o parlanti, e le mute sono più pericolose delle parlanti.
Un uomo sano di mente è soltanto uno che sa mentire meglio di un pazzo.
La lingua che si parla peggio è quella in cui meno si può mentire.
Il mentitore è sempre un piccolo tattico, mentre chi evita di mentire segue una strategia.
Nel mondo circolano un sacco di menzogne, e il peggio è che molte di esse sono vere.
La fronte, gli occhi, il volto molto spesso mentono; le parole spessissimo.
C'è chi non è capace di mentire. Io invece sì, ma non lo faccio. I miei principi sono più elevati e nobili.